Valorizzazione del Breviario Grimani

Uno dei tesori più noti della Biblioteca Marciana è il Breviario Grimani, lussuoso codice membranaceo riccamente miniato prodotto in ambito fiammingo nei primi decenni del Cinquecento e giunto in Biblioteca al principio dell'Ottocento. Le condizioni della finissima pergamena così come della preziosa legatura cinquecentesca, in velluto cremisi e argento dorato su assi lignee, sono eccellenti: solo il piatto anteriore della coperta si è completamente staccato in tempi remoti dall'insieme delle carte e viene mantenuto a parte.

Data la sua preziosità il codice si conserva distinto dalle collezioni manoscritte della Biblioteca e viene consultato oppure esposto solo in rare occasioni. Ad avvolgere e mantenere solidamente serrato il corposo volume, come in passato provvedeva a fare la coperta con la sua coppia di fermagli, è stata realizzata in anni recenti un'elegante sovraccoperta in damasco rosso, eseguita e offerta dalla ditta veneziana L.Rubelli su progetto della responsabile dell'Ufficio Conservazione e Restauro Tiziana Plebani.

Una felice occasione per dotare il codice di una custodia solida ma che ne riflettesse la sfarzosità si è presentata nel 2004, quando Veneziaviva.be, associazione belga per la salvaguardia di Venezia, si è offerta di sponsorizzare la valorizzazione del Breviario Grimani grazie a una donazione da parte di Microsoft Europa.

Questa custodia di apparato assicura ora una valida protezione e al tempo stesso costituisce un adeguato complemento per eventuali trasporti ed esposizioni. Di concezione diversa rispetto alle classiche e sobrie scatole di conservazione in uso nelle biblioteche, la sua elaborazione ha permesso di venire a contatto con personalità originali e altamente specializzate dell'artigianato veneziano, dando luogo ad un arricchimento reciproco delle competenze.

Il modello studiato ha previsto una struttura portante in legno, rivestita in pelle con inserti in carta decorata; ai lati di questa struttura sono incernierate due ribalte con anima in cartone che si ripiegano l'una sull'altra a formare il coperchio. La chiusura è assicurata da coppie di sottili magneti incastonati nel legno e nascosti sotto la carta.

Alla base del contenitore, infine, è stato realizzato uno scomparto estraibile a misura del piatto staccato della coperta, che permette di mantenere insieme tutto il manufatto o di spostare agevolmente il solo piatto su una sorta di vassoio.
Non si è infatti ritenuto opportuno intervenire riagganciando il piatto staccato, per la difficoltà che il suo notevole peso avrebbe creato nell'apertura e consultazione dei primi fascicoli, i più celebri: la cerniera anteriore una volta restaurata sarebbe in questo modo divenuta elemento di fragilità e tensione.

A corredo e completamento di questi interventi è stato inoltre realizzato un set di cuscini in velluto grigio con imbottitura in piccole sfere di polistirene, per sostenere il Breviario in maniera morbida e corretta a seconda dell'apertura desiderata durante le esposizioni.

L'intervento diretto sulle carte è stato minimo e di tipo non invasivo, a cura del laboratorio di restauro della Biblioteca. Ci si è limitati ad di una leggera pulitura localizzata delle carte iniziali, che raffigurano i mesi del Calendario affrontati da miniature a piena pagina. Gli angoli e i margini di questa sezione risultavano infatti particolarmente scuriti dall'uso e da depositi superficiali di sporcizia, disturbando la lettura delle scene miniate che andavano a incorniciare. 

Dopo un'accurata sgommatura localizzata le patina scura è stata asportata "massaggiandovi" sopra con un piccolo pennello una soluzione acquosa di triammonio citrato, resa più densa con l'aggiunta di metilcellulosa ad alta viscosità. Il triammonio citrato è una sostanza chelante adoperata nel restauro per la pulitura di superfici policrome, che agisce facendo distaccare dalla superficie e legando a sé le molecole contenute nelle particelle di sporco; è inoltre leggermente alcalino e applicato in forma di gel svolge la sua azione solo sulla superficie della pergamena, senza modificarne così l'intima struttura.
Ogni residuo è stato quindi pulito con tamponi inumiditi in soluzione idroalcolica.

Per proteggere le parti minate dal contatto con le pagine vicine sono state infine fissate lungo la piega alcune sottili veline di carta giapponese a lunga conservazione.

Pulitura delle carte:

Silvia Pugliese - Ufficio Conservazione e Restauro, Biblioteca Nazionale Marciana

Custodia:

progetto Valeria Grum e Silvia Pugliese

realizzazione - Valeria Grum, Legatoria artigianale e Restauro Libri - Venezia

carte marmorizzate - Enrico Ricciardi, Venezia

struttura in legno - Falegnameria Venexiana di Davide d'Este, Venezia

Silvia Pugliese