Dispacci al senato di Venezia 1620-1635 : Edizione di una fonte storica per la Guerra dei Trent'anni nelle Alpi

Nell’estate del 1620 in Valtellina esplose un conflitto tra le fazioni cattolica e protestante. La valle, che era da oltre un secolo suddita della Repubblica delle Tre Leghe dei Grigioni, divenne una terra contesa dalle potenze d’Europa: da un lato la Spagna, attraverso il vicino ducato di Milano, mirava ad occuparla per garantirsi una via di comunicazione con l’Austria e con le Fiandre; dall’altro la Francia di Luigi XIII e del cardinale Richelieu, alleata con la Repubblica di Venezia, intendeva garantire i diritti dei Grigioni per ostacolare la strategia spagnola.

A brevissima distanza dal teatro degli scontri, nell’alta Valcamonica, la Repubblica di Venezia concentrò stabilmente il proprio esercito e nominò una serie di magistrati straordinari, i “provveditori in Valcamonica”, per monitorare quella situazione estremamente delicata e, all’occorrenza, intervenire tempestivamente.

Il luogo scelto per la residenza dei provveditori e per il coordinamento delle operazioni fu Edolo, collocato strategicamente all’incontro dei due rami settentrionali della valle, quello che porta all’Aprica e alla Valtellina, e quello che dal Tonale conduce nel Tirolo.

Da Edolo i provveditori, nei mesi e anni della loro attività, produssero e inviarono al Senato di Venezia dispacci periodici, nei quali informavano le autorità della Repubblica di quanto andava accadendo.
Il progetto per l'edizione dei documenti, coordinato dalla cooperativa sociale “il leggio” e sostenuto dal Comune di Edolo, dalla Fondazione della Comunità Bresciana e dalla Società Storica e Antropologica di Valle Camonica, ha portato alla pubblicazione dei 160 dispacci conservati, molti dei quali arricchiti da allegati (lettere, informative riservate, disegni, proclami, bozze di trattati).