1847: Scienziati a Venezia

Il 13 settembre del 1847 nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale il conte Andrea Giovanelli, in qualità di presidente generale, inaugurava alla presenza del vicerè Giuseppe Ranieri arciduca d'Austria il nono congresso degli scienziati italiani. L'importante appuntamento, a cui parteciparono ben 1478 esponenti del mondo della cultura italiana e straniera, oltre a costituire una preziosa occasione di incontro e scambio, diede modo all'élite intellettuale della città di ritrovarsi e assumere un ruolo consapevole nella rivendicazione di un orgoglio civico italiano, che avrebbe alimentato i moti dell'anno successivo.
Per le sedute del congresso organizzato dall'Imperial Regio Istituto Veneto e che si protrasse sino al 29 settembre, furono messe a disposizione alcune sale della Biblioteca Marciana, collocata dal 1812 in Palazzo Ducale: quella del Maggior Consiglio, quella dello Scudo e alcune stanze contigue. Oltre al disagio provocato dalla numerosa affluenza, la direzione della biblioteca dovette mettere in opera particolari misure di sorveglianza delle sale e del museo statuario. Il Bibliotecario della Marciana Giuseppe Valentinelli e il suo coadiutore Andrea Baretta vennero per altro inseriti tra i membri del congresso, al quale partecipò anche Giovanni Veludo, futuro funzionario della Marciana.
A tutti i congressisti fu consegnata, insieme al Manuale ad uso del forestiere in Venezia di Gianjacopo Fontana, e a elenchi di ristoranti e alberghi, tariffe di gondolieri e altro materiale informativo, la ponderosa opera Venezia e le sue lagune, stampata da Giuseppe Antonelli e il Saggio di Bibliografia veneziana di Emmanuele Antonio Cicogna. L'imperatore Ferdinando I volle invece donare una medaglia, fatta coniare dall'udinese Antonio Fabris, celebrativa di Marco Polo. L'Istituto Veneto, che aveva allora sede a Palazzo Ducale, per l'occasione iniziò a realizzare il Panteon veneto, una galleria di busti di illustri veneti, ospitata nella loggia del palazzo.
Grazie al Diario del nono congresso, stampato dalla tipografia di Giovanni Cecchini, e uscito a fascicoli per ciascun giorno a cura di Lodovico Pasini, allora segretario dell'Istituto Veneto, e al ricco materiale raccolto da Francesco Scipione Fapanni, membro n. 412 del congresso, e donato alla Marciana, veniamo a conoscere interessanti e curiosi dettagli riguardanti la complessa struttura organizzativa che dovette essere messa a punto al tempo.
In un ambiente, denominato Sala dei Banchetti, predisposto presso la Piazzetta dei Leoni a fianco di Palazzo Ducale, ogni giorno vennero allestite le “mense comuni” per 400 persone, sia per il pranzo che per la cena. I membri del congresso vi potevano partecipare con moglie e figli, ritirando i biglietti d'invito nelle sedi delle riunioni scientifiche. La documentazione pervenutaci permette di scorrere il menù del 16 settembre, decisamente orientato a un gusto francese: «Potage au consommé garni de quenelles à l'Espagnole; Marinade de Polaille; Boeuf garni de petits oignons glacés...».  Oltre alle visite ai luoghi dell'arte e della cultura, alle scuole pubbliche, agli ospedali, i congressisti ebbero una vasta scelta di attività collaterali: “Conversazioni” serali presso il Casino dei Nobili e il Casino dei Negozianti, entrambi posti nelle Procuratie Vecchie, “freschi” alle Zattere e sul Canal Grande, una Cavalchina mascherata alla Fenice, serenate in barca, regate, una tombola notturna in Piazza San Marco, feste da balli in case private o in casini, gite al Teatro Olimpico di Vicenza, escursioni naturalistiche all'Orto Botanico patavino, ai siti archeologici di Pola e altrove. Non mancò neppure la possibilità di apprezzare il brivido della velocità: la Società Ferdinandea invitò infatti i convenuti a provare, nella corsa straordinaria del 21 settembre, la recentissima linea ferroviaria Venezia Padova.

Tiziana Plebani

si parla di:
Diario del nono congresso degli scienziati italiani convocati in Venezia nel settembre 1847, Venezia, Giovanni Cecchini, 1847,  Per. 1152
Si tratta di 14 fascicoli rilegati assieme a vario materiale riguardante l'organizzazione del congresso (inviti, istruzioni ai convegnisti, tariffe, poesie eseguite durante le serenate e i freschi, ordini del giorni, elenchi di alloggi e trattorie, prospetto della medaglia celebrativa) e appartenuti a Francesco Scipione Fapanni.

per saperne di più:
Maria Laura Soppelsa, L'Istituto Veneto e il IX Congresso degli scienziati italiani, in Ingegneria e politica nell'Italia dell'Ottocento: Pietro Paleocapa, Venezia, Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, 1990, pp. 91-116.
Eadem, Immagini della cultura scientifica veneta nei Congressi degli scienziati italiani di Padova (1842) e Venezia (1847), in Dopo la Serenissima, a cura di Donatella Calabi, Venezia, Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, 2001, pp. 233-268.