L'amuleto arabo-islamico

Amuleto arabo-islamico Cod. Or. 79 (=177)
cartaceo, 175,5x 8,2 cm secc. XVII-XVIII
Si tratta di una lunga striscia di carta che presenta una scrittura araba assai fitta alternata a quadrati magici, in origine ripiegata o avvolta su se stessa e inserita in una custodia. Tale uso ha provocato alcuni fori, macchie e segni di consunzione. La prima parte del testo è stata incollata all'interno di una cartella di cartone, rivestita esternamente di carta a colla (XVIII) e la striscia è stata ripiegata in 4 pezzi. Sopra il punto di adesione alla cartella si legge una nota manoscritta: «Liberculus quem ad evitanda maleficia musulmani in pectore appendunt».
Provenienza: lascito Nani.

Bibliografia  di riferimento:
Biblioteca Nazionale Marciana, Codices Orientales, catalogo manoscritto [1877-], redatto originariamente dal Bettio, con successive integrazioni e riordini, c. 9v: «Amuletum, instar cylindri circumvolutum». Erronea l'indicazione di membranaceo.
Simone Assemani, Catalogo de' codici manoscritti orientali della Biblioteca Naniana compilato dall'abate Simone Assemani professore di lingue orientali nel Seminario e socio dell'Accademia delle Scienze Belle Lettere ed Arti di Padova. Vi s'aggiunge l'illustrazione delle monete cufiche del Museo Naniano, I-II, Padova, Stamperia del Seminario, 1787-1792, p. I, p. 24.