Possessore: Sarfatti, Margherita G.
 <1880-1961> Scrittrice e critica d’arte, nacque a Venezia da una ricca famiglia ebrea. A Milano, dove si trasferì con il marito Cesare Sarfatti nel 1902, collaborò a riviste come L’unione femminile, Avvenimenti, La Voce, La difesa delle lavoratrici. Tra il 1908 e il 1910 tenne la rubrica di critica d’arte Le Ore della Quindicina sull’Avanti! Nella sede del quotidiano socialista conobbe Benito Mussolini e fra i due iniziò un intenso e duraturo rapporto intellettuale, politico e sentimentale. Negli anni ’20 la Sarfatti raggiunse il massimo della fama. Nel 1923, insieme al gallerista Lino Pesaro e agli artisti Anselmo Bucci, Leonardo Dudreville, Achille Funi, Gian Emilio Malerba, Piero Marussig, Ubaldo Oppi e Mario Sironi fondò il gruppo artistico “Novecento” con lo scopo di promuovere una pittura caratterizzata da uno stile compatto, scarno, quasi monumentale, in certo senso classico. Scrisse una biografia di Mussolini che uscì in Inghilterra nel 1925 come The Life of Benito Mussolini e l'anno dopo in italiano col titolo Dux. Seguirono ben 17 ristampe in Italia mentre all'estero venne tradotto subito in 18 lingue comprese il turco e il giapponese. Tra gli scritti d’arte La fiaccola accesa. Polemiche d’arte (1919), Segni colori e luci (1923), Achille Funi (1925), Storia della pittura moderna (1930) e Daniele Ranzoni (1935). Nel 1921 diede alle stampe la raccolta di poesie I vivi e l’ombra e, nel 1929, un romanzo dal titolo Il palazzone. Dai primi anni ’30 il forte ascendente esercitato sul Duce cominciò a essere visto con estrema diffidenza sia dalla famiglia di Mussolini che dallo stato maggiore fascista ed ebbe inizio una campagna per screditare la donna. Nel 1938, a causa dell’inasprimento delle leggi antisemite, Margherita Sarfatti si trasferì a Parigi in esilio volontario e poi nel 1939 in Uruguay e Argentina. Tornata in Italia nel 1947 riprese l’attività di scrittrice pubblicando Casanova contro Don Giovanni (1950), il libro di memorie Acqua passata (1955) e L’amore svalutato (1958). Morì nel 1961 nella villa di Cavallasca. Il patrimonio documentario acquisito dal Mart nel 2009 è stato conservato per tutta la vita da Margherita Sarfatti e ne ha seguito in parte gli spostamenti. Alla sua morte è stato affidato alla figlia, Fiammetta Sarfatti Gaetani. La documentazione si trovava in parte a Roma, dove Fiammetta abitava, e in parte nella villa del Soldo a Cavallasca, in provincia di Como. In anni recenti le tre figlie di Fiammetta hanno riunificato il materiale nella residenza romana di via Villini, nella quale aveva abitato la stessa Margherita. Al Mart, oltre all’archivio, è conservata anche parte della biblioteca personale della Sarfatti, costituita da circa 600 volumi, opuscoli e fascicoli di periodici. Altri nuclei librari, donati dagli eredi veneziani, sono a Venezia presso la Biblioteca della Peggy Guggenheim Collection e presso la Biblioteca della Fondazione Querini-Stampalia. Cfr.: S. Urso in DBI, v. 58, 2002, pp. 703-707; E. Barisoni. Viaggio alle fonti dell’arte. Il moderno e l'eterno: Margherita Sarfatti, 1919-1939. Treviso, 2018; M. Mariech, Margherita Sarfatti. I libri e la biblioteca, in Margherita Sarfatti. Catalogo a cura di Daniela Ferrari, Danka Giacon, Anna Maria Montaldo. Milano, 2018, pp. 101-105
Voci di rinvio:
  • Grassini, Margherita
  • Grassini Sarfatti, Margherita
  • Sarfatti Grassini, Margherita
  • Sarfatti, Margherita
SBT – MART Sar op. 3 21, prima di copertina

SBT – MART Sar op. 3  21, sul piatto anteriore: MGS

Sul recto della guardia anteriore dedica di Socrate a Margherita Sarfatti.

SBT - MART Sar  88, sul piatto anteriore: M. G. Sarfatti

Segno di possesso: 

  • Note di possesso

Biblioteca di appartenenza:

SBT-MART Rovereto Biblioteca del Museo d'arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto
Collocazione
Sar op. 3 21
Sar 88
Numero seriale: 1783
Scheda: MM