Possessore: Giovinazzi, Vito Maria
<1727-1805>. Nato a Castellaneta (Taranto) nel  febbraio del 1727, entra come novizio nel Collegio napoletano della Compagnia di Gesù nel 1742  dove studia filosofia e teologia; dopo  aver insegnato queste  discipline in vari collegi gesuitici (Brindisi, L'Aquila, Salerno)  nel 1766 diventa professore di poetica, letteratura greca e latina e lingua ebraica nel Collegio di Napoli dove avrà anche l'incarico di bibliotecario e storiografo.  Per la sua fama di studioso e la sua vasta erudizione gli fu offerta una cattedra alla Sapienza di Roma dove si stabilì  e rimase fino alla morte. Diresse la biblioteca del principe Altieri e raggiunse la notorietà nell'ambito degli studi storico filologici per aver identificato un frammento con un brano appartenente al perduto libro XCI di Tito Livio, De bello Hispanico contra Sertorium, scoperto dal filologo P. J. Bruns nella Biblioteca Vaticana, il cui testo fu pubblicato a Roma nel 1773. Cfr. DBI, v. 56, pp. 418-420 , voce di G. G. Fagioli Vercelloni della quale si offre un'utile sintesi sul sito della Proloco Castellaneta
Voci di rinvio:
  • Giovenazzi, Vito Maria
  • Juvenazzi, Vito Maria
BUPD - 70.b.17 v della c. di guardia anteriore

BUPD-B.70.b.17 nota di dono manoscritta inquadrata in cornice di tipo epigrafico: Ex dono Auctoris D. Viti I Giovenazzi quo ingenio, I ac doctrina viri, quantaque I mihi necessitudine  conjuncti I 1781.

Il volume fu della Biblioteca dell'Abbazia di Santa Giustina di Padova cui fu donato da padre Michelangelo Luchi.

Segno di possesso: 

  • Altro

Biblioteca di appartenenza:

BUPD - Biblioteca Universitaria di Padova
Collocazione
B.70.b.17
Numero seriale: 1414
Scheda: MCF