Possessore: Seviros, Gavriil
<prima del 1540-1616>. Nacque a Malvasia (Monemvasia) con il nome di Γαβριήλ Σβηρός, del quale adottò successivamente la forma arcaizzante Σεβῆρος. A seguito della caduta della città in mano turca si trasferì molto presto a Creta, dove indossò l’abito monastico. Frequentò i corsi dell’università di Padova e nel 1573 la Confraternita di San Nicolò dei Greci di Venezia gli conferì l’incarico di cappellano della Chiesa di San Giorgio. Nel 1577 a Costantinopoli fu nominato vescovo con il titolo di metropolita di Filadelfia, ma fu sempre di stanza a Venezia. Primo vescovo ortodosso nelle terre della diaspora, morì nel 1616 a Lesina in Dalmazia. Cfr.: E. Legrand, Bibliographie hellénique ou description raisonnée des ouvrages publiés par des Grecs au XVIIIe siècle, II, Paris 1885, pp. 142-151 (n. 235); G. Veludo, Ἑλλήνων ὀρθοδόξων ἀποικία ἐν Βενετίᾳ. Ἱστορικὸν ὑπόμνημα, Venezia 1893, p. 65; M. I. Manussacas, Αυτόγραφον τεύχος χρονικών σημειωμάτων και δοσοληψιών (1578-1588) του Γαβριήλ Σεβήρου, in «Thesaurismata» 9 (1972), pp. 7-67 e tavv. Α΄-Β΄; K. Panaghiotopulu, Το τελευταίο αυτόγραφο σημειωματάριο (1613-1616) του Γαβριήλ Σεβήρου, in «Thesaurismata» 13 (1976), pp. 111-151 e tavv. Γ΄-Δ΄; Gavriil Seviros, arcivescovo di Filadelfia a Venezia, e la sua epoca, Atti della Giornata di studio dedicata alla memoria di M. Manussacas (Venezia, 26 settembre 2003), a cura di D. G. Apostolopulos, Venezia 2004 (con bibliogr.). Garante dell’Ortodossia, Seviros fu una delle figure più rappresentative dell’ellenismo tra XVI e XVII sec. In contatto con numerosi intellettuali, tra cui Martin Crusius, Melezio Pigas e Massimo Margounios, con il quale si scontrò in una disputa teologica sulla questione del Filioque (cfr. G. Fedalto, Massimo Margunio e il suo commento al De trinitate di S. Agostino (1588), Brescia 1968, pp. 38-39, 56-67, 92 ss.), possedette una ricchissima biblioteca, la cui portata non è ancora stata definita. Negli anni che seguirono la sua morte, la Confraternita di San Nicolò dei Greci si adoperò progressivamente per la vendita dei beni di Seviros, tra cui soprattutto i libri, a copertura del consistente debito lasciato dal metropolita e per sua stessa volontà testamentaria. L’introito più significativo fu costituito da 740 ducati riscossi nel 1619 per la vendita all’Ambasciatore di Savoia di 308 «libri greci scritti a penna». Il dato relativo al numero dei manoscritti greci acquistati dai Savoia, finora sconosciuto e acquisito recentemente grazie allo spoglio delle fonti d’archivio dell’Istituto Ellenico di studi bizantini e postbizantini di Venezia (vd. es. Giornal C [Ἡμερολόγιο] 20 nov. 1623, φ. 47r [AEIB, Ε´. Οἰκονομικὴ διαχείριση. 2. Οἰκονομικὰ βιβλία 10]), è di grande peso per la storia della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, di cui oggi fanno parte i fondi della Biblioteca Ducale. Escludendo i doni e le poche altre acquisizioni, un numero assai imponente di libri del fondo manoscritto greco - 308 su 405 mss. al momento dell’incendio del 1904 - proviene dunque dalla biblioteca di Gavriil Seviros (sui libri di Seviros e la vendita ai Savoia, cfr. R.M. Piccione, Libri greci da Venezia a Torino e l’eredità di Gavriil Seviros, in «Medioevo greco» 17 [2017], pp.193-210).
Voci di rinvio:
  • Severo, Gabriele
  • Seberos, Gabriel
  • Svirò, Gabriel
  • Σεβῆρος, Γαβριήλ
  • Σβηρός, Γαβριήλ
BM - Misc. C 19281, p. 52

BM - MISC. C 19281, p. 52 (c. G2v): nota di lettura κατὰ Γραικῶν, nel margine sinistro in basso (attr. di G. Ploumidis, Considerazioni sulla popolazione greca a Venezia nella seconda metà del ’500, in «Studi Veneziani» 14 (1972), p. 221 n. 10; la mano di Seviros non è registrata in RGK). Il volumetto reca un pamphlet polemico del gesuita Antonio Possevino, pubblicato sotto pseudonimo: Risposta di Teodoro Eugenio di Famagosta, All’Auiso mandato fuori dal Signore Antonio Quirino, Senatore Veneto, Circa le ragioni che hanno mosso la Santità di Paolo V. Pontefice à publicare l’Interdetto sopra tutto il Dominio Vinitiano. In Bologna, Nella Stampa Archiepiscopale, 1506. (ex libris della Casa di S. Maestà il Re e del Cav. M. Lazzari). In risposta al pamphlet il metropolita scriverà un testo apologetico, ancora inedito, il cui autografo è conservato presso l’Istituto Ellenico di Studi Bizantini e Postbizantini di Venezia (ms. 9: vd. Ε.D. Kakoulidi, Κατάλογος τῶν Ἑλληνικῶν χειρογράφων τοῦ Ἑλληνικοῦ Ἰνστιτούτου Βενετίας, in «Thesaurismata» 8 (1971), pp. 256-258 e tav. ΚA'; sulle polemiche con i Latini a difesa della fede ortodossa cfr. E. Morini, Vescovo ortodosso in terra latina. Profilo istituzionale di Gabriele Seviros nell’intreccio di relazioni tra Costantinopoli, Venezia e Roma, in Gavriil Seviros, cit., pp. 21-44, in part. 39-43). La nota di Seviros segnala l’inizio di una sezione nella quale il Possevino discute esplicitamente dei Greci a Venezia: «Sarà dunque nella città di Venetia il numero di 14.mila scismatici Greci, i quali & co(n)tra i Generali Co(n)cilii, & co(n)tra l’istessa parola di Dio niegano, & insegnano a niegar la processione dello (p. 52) | Spirito Santo dal Padre, & dal Figliuolo, il Primato, & la potestà della Sede Apostolica, co(n) altri dogmi co(n)vinti di falso nel generale Co(n)cilio Fiorentino (p. 53)». Si rilevano inoltre diverse sottolineature di luoghi del testo con inchiostro rossastro (pp. 4. 11. 12. 29. 37. 39. 57). Si veda in particolare p. 9, dove è evidenziato un riferimento a «quegli Ecclesiastici, che erano dal Foro laico fatti prigioni sotto pretesto di casi atroci»: il passo ha forse destato l’interesse personale di Seviros, imprigionato nel 1588 per il sospetto di aver congiurato contro Venezia (cfr. Ch. Maltezou, Gavriil Seviros imprigionato dai Veneziani per calunnia di ribellione, in Gavriil Seviros, cit., pp. 97-136).

Tracce della mano di Seviros sono riconoscibili anche sulla legatura.

Sul piatto anteriore: sotto il cartellino della collocazione della Marciana si intravedono i resti di una sorta di titoletto ]ΜΑΓΟΣΤΑ. Più in basso tracce di lettere erase, non leggibili.

Al centro della pagina due figure a inchiostro rossastro, che schematizzano gli estremi della disputa sulla processione dello Spirito Santo: una immanente dal Padre (triangolo), posizione di monopatrismo difesa da Seviros, e l’altra dal Padre attraverso il Figlio (linea verticale).

Sul piatto posteriore: titoletto Φαμαγοστάνος (girato di 180°). Al centro della pagina tracce di lettere sotto una sbavatura, non leggibili.

Sul dorso: tracce di lettere vergate con lo stesso inchiostro rossastro e in greco ]ΑΓΟΣΤΑ (prima si intuiscono parti delle lettere ΦΑΜ-), si direbbe anche in questo caso di mano di Seviros. Il dato, che sembrerebbe indicativo del criterio (o di uno dei criteri) di catalogazione dei volumi, trova conferma nelle tele in cui il metropolita è ritratto all’interno della sua biblioteca. Nelle immagini sono ben visibili i dorsi di libri legati in pergamena chiara, con l’indicazione dell’autore scritta verticalmente (vd. M.I. Manussacas, Αι δύο προσωπογραφίαι του Γαβριήλ Σεβήρου και ο ζωγράφος Εμμανουήλ Τζανφουρνάρης, in «Thesaurismata» 7 (1970), pp. 7-14 e tavv. Α΄-Γ΄).

Più sopra, in orizzontale e con inchiostro nero, ... TE (?) | DOR (?) | MA (?) | GO | STA.

Seviros è stato certamente anche il possessore della raccolta di epistole del Marc. gr. II 93 (= 562; ex libris Famiglia Nani), vergato da più copisti: si riconoscono Melezio Pigas (ff. 33r-58r, 58v-62v), la mano di un collaboratore di Margounios (ff. 58r, 62v-92v), e ancora Zaccaria Scordylis (ff. 101r-119v), mentre allo stesso Margounios sono da attribuire numerose annotazioni marginali, sia in greco che in latino (cfr. es. f. 36r), e interventi correttivi sul testo vergato dal suo collaboratore. Oltre ad aver copiato le due epistole di Michele Apostolis al Card. Bessarione (ff. 122r-123r; epp. 13, 34, 123, cfr. R. Stefec, Die Briefe des Michael Apostoles, Hamburg 2013, pp. 31, 34-35), nel manoscritto Seviros organizza anche il pinax iniziale, organizzato su un binione aggiunto (ff. Vr-VIv), vergando tuttavia solo il f. Vr (cfr. Jacopo Morelli nel marg. inf.: «Hujusmodi index est Gabrielis Severi archiepiscopi [[Monembasiae]] Philadelphiensis in Ecclesia S. Georgii Graecorum Venetiis; cujus manus satis mihi nota»), mentre nei fogli seguenti la stesura del pinax è completata da una mano più formale e di modulo minore. Di Seviros si segnalano inoltre annotazioni marginali (ff. 9v, 58v, 96r, 101r-v, 105r), ma soprattutto a f. 125v la ripetizione dell’incipit di un’epistola di Giorgio Trapezountios che si legge già a f. 114v, nella sezione copiata da Scordylis, e che è stato barrato trasversalmente. Confrontando le tre differenti numerazioni dei fogli del manoscritto (marg. sup. destro), risulta evidente che lo stesso Seviros ha collocato il binione (ff. 122-125 = ff. 102-105 della prima numerazione) prima del f. 115 (= f. 106), dunque prima dell’ultimo foglio del fascicolo vergato da Scordylis. L’intento è quello di costituire una sezione omogenea di epistole di Michele Apostolis, collocando le due vergate personalmente dopo un’epistola già copiata da Scordylis. Dal momento che l’inserimento del binione veniva a interrompere il testo dell’epistola di Giorgio Trapezountios, che aveva inizio a f. 114v, il metropolita ha ritenuto necessario riportare nuovamente la parte iniziale dell’epistola sul verso bianco del f. 125, l’ultimo del binione inserito. Nella storia più recente del libro l’assetto voluto da Seviros è stato alterato, per ripristinare l’unità della sezione di mano di Scordylis.

In possesso del metropolita sembra essere stato anche il Marc. gr. II 113 (=565; ex libris della famiglia Nani).

Seviros fa parte infine del gruppo di copisti che vergano il Marc. gr. IV 30 (= 1406; ex libris Giacomo Contarini; vd. ff. 56r-67r), tra cui si riconoscono Camillo Veneto (ff. 45r-46v), Giovanni Nathanael (ff. 48r-57v) e Margounios (ff. 73r-75v; titoli ai ff. 1r e 56r), che redige anche la lettera di dedica al Contarini (a. 1585). (Sui due Marciani gr. II 93 [= 562] e gr. IV 30 [= 1406], B.L. Fonkic, Notes palèographiques sur les manuscrits grecs des Bibliothéques Italiennes, in «Thesaurismata» 16 (1979), 165-166 e tavv. ΙΗ´-ΙΘ´; vd. R.M. Piccione, Gavriil Seviros alla Biblioteca Nazionale Marciana, in preparazione).

[Scheda di Rosa Maria Piccione]

Segno di possesso: 

  • Note di lettura

Biblioteca di appartenenza:

BM - Biblioteca nazionale Marciana
Collocazione
MISC. C 0001 9281
MSS (=00562) Gr. II, 93
Numero seriale: 1173
Scheda: ES