Possessore: Non identificati
BM - 61 D 107, piatto anteriore

BM - 61 D 107, contrassegno su legatura - La legatura in cuoio può essere attribuita al cosiddetto Legatore alla Vignette <ca. 1525-ca. 1545> o al Secondo legatore alla Vignette <ca. 1526-ca. 1529>. Attivo nello stesso periodo e con un stile simile è il Secondo legatore di Achille Bocchi <ca. 1508 – ca.1539>. L'attribuzione non è quindi certa ed è aperta a nuovi spunti di ricerca. Cfr: R.A. Hobson e L. Quaquarelli, Legature bolognesi del Rinascimento, Bologna 1998.

Descrizione della legatura

Nel centro dei piatti una losanga di foglie e ramoscelli (84x45 mm). Sugli angoli superiore e inferiore della losanga si riscontra la presenza di due pigne. La losanga decorativa è circondata da tre cornici incise. La prima cornice è composta da tre linee. Le linea centrale (1 mm) è dorata; le linee laterali presentano incisioni di ca. 2 mm a doppio filet. Negli angoli di tale cornice dorata 4 foglie (ca. 7x8 mm) in oro, volte verso l’interno. La seconda cornice, posta a circa 20 mm dalla prima (177 x 120 mm), è pure a 3 linee, tra le quali la centrale è dorata. Il riquadro è privo di angoli che sono sostituiti da lobi introflessi di diametro di 13 mm. Al centro delle linee verticali compaiono ulteriori due lobi introflessi; la linea più esterna di tale cornice continua diritta. Un’ultima cornice misura 213 x 156 mm in filet. Erano previsti quattro lacci in tessuto. I nervi sono accentuati tramite due linee incise di doppio filet sui piatti.  La legatura manca del dorso. I tagli del volume sono dorati e goffrati.

Dentro la losanga decorativa, è riportato in capitali in greco: EPE|BOΔ|IΦΩ.Nonostante la volontà di creare un certo effetto estetico, va notato che i caratteri non sono incisi in modo diritto. Il motivo della scelta del vocabolo greco sulla legatura è ignoto. Nell’ultimo capitolo degli Asolani viene menzionato l'oltretomba da parte del personaggio Lavinello e può aver ispirato il proprietario nella sua richiesta sulla legatura. Si può interpretare il verbo greco come ‘coloro che indagano l'Erebo’ e quindi potrebbe riferirsi ai personaggi. Un'altra possibilità è che il proprietario abbia voluto grecizzare il titolo, per ostentare la propria cultura. 

Attribuzione

Posto che lo stile dei tre legatori sembra molto simile, è difficile identificare con certezza il legatore del volume. Grazie ad alcuni elementi possiamo però supporre che si tratti di uno dei due legatori alla Vignette.  La presenza delle due pigne è attestata in legature attribuite ai 'legatori alla Vignette'  (p.e. Cinq. 4 442 della Biblioteca A. Mai), ma non è documentata nel Secondo legatore di Achille Bocchi. Nonostante l'uso della composizione con un riquadro a lobi sia presente anche nelle legature del Secondo legatore di Achille Bocchi,  (Raro D.7 della Biblioteca Universitaria a Bologna dal 'Secondo legatore di Achille Bocchi'), Si ritiene di escluderlo, a causa del suo stile più raffinato, rispetto alla legatura qua descritta. Le linee del filet del secondo legatore di Achille Bocchi sono molto più fini e, paragonando con il Marc. Lat. X, 226 (=3730), sembra realizzi composizioni anche più eleganti, come nel caso del motivo a foglia nella losanga del manoscritto; un esempio dello stile meno raffinato da parte dei Maestri alla Vignette sono i filet più spessi e la punzonatura all’interno della losanga. Si potrebbe ipotizzare un’attribuzione al Secondo legatore alle Vignette, che sicuramente usava il riquadro a quattro lobi.

[Scheda di Lore Lievens - Università degli studi Ca' Foscari - Venezia]

Segno di possesso: 

  • Contrassegni su legatura

Biblioteca di appartenenza:

BM - Biblioteca nazionale Marciana
Collocazione
D 061D 107
Numero seriale: 1055
Scheda: ES