Possessore: Baluze, Étienne
<1630-1718> nato a Tulle figlio di Jean Charles e Catherine Teyssier.  Indirizzato dal padre al diritto, preferì dedicarsi allo studio dei classici e della filologia, della patristica e della storia locale, ambiti in cui accumulò una vastissima erudizione e pubblicò diverse opere. Sfruttando la sua posizione e le altolocate conoscenze, fu instancabile collezionista di manoscritti, libri e documenti soprattutto se inerenti la storia medievale, riuscendo a costituire una biblioteca personale considerevole, anche attingendo a quelle personali di J.B.Hautin, di Julien e Jean Brodeau, di Guillaume Ranchin: (cfr. L. Delisle, Le cabinet des manuscrits de la bibliothèque imperiale, Paris 1868, vol. n.1, pp. 301, 365; M.Lescuyer, Guillaume Ranchin (1559-1605) érudit protestant et gallican: sa bibliothèque et sa famille (Première partie), in «Bulletin de la Société de l'Histoire du Protestantisme Français» 145 (1999), pp. 323-358), dell'arcivescovo di Tolosa, Pierre Marca, di cui ereditò le carte e di Colbert di cui fu bibliotecario dal 1667 al 1700.  Frequentò senza risparmio archivi di abbazie, chiese e conventi copiando di suo pugno con estrema accuratezza quello che non poteva prendere, mentre l'accesso agli archivi di Cluny gli fu garantito dall'amicizia col cardinale di Bouillon, dal quale fu incaricato di una ricerca genealogica insieme a J. Mabillon e T.Ruinart per confermarne l'antichità della famiglia (che si trasformò in un affaire processuale a causa di alcune carte false), e che fece erede della sua ricca collezione in cambio della cifra di 10.000 lire ai suoi eredi; morto quest'ultimo anzi tempo, Baluze si rivolse prima ai benedettini di Saint-Maur e successivamente al re, in entrambi i casi senza successo: quando a sua volta morì nel 1718, fu Genevieve Madeleine Muguet figlia dello stampatore e moglie dello spedizioniere Lemaire a occuparsi dei volumi, facendone stampare un catalogo e mettendoli all'asta: mentre gli stampati furono venduti al dettaglio, per i manoscritti ottenne la cifra di 30.000 lire dalla biblioteca reale, consegnandoli all'abate Bignon nel 1719 (cfr. Bibliotheca Baluziana seu catalogus librorum bibliotheca v. cl. d. Stephani Baluzii Tutelensis, Parisiis 1719; P.-M. Bondois, Concordance des numéros des manuscrits du fonds Baluze, in «Bibliothèque de l'école des chartes» 103 (1942), pp. 339-347; P. Gillet, Étienne Baluze & l'histoire du Limousin: desseins et pratiques d'un érudit ..., Genève 2008. Presso la Biblioteca Nazionale di Parigi se ne conserva il fondo di 398 volumi.  
Voci di rinvio:
  • Baluzius, Stephanus
  • Baluzio, Stefano
BUPD - BOT.4.174 frontespizio part.

BUPD - BOT.4.174, sul frontespizio nota di possesso manoscritta: Stephanus Baluzius Tutelensis

Sulla controguardia anteriore nota manoscritta coeva alla vendita del 1719: [.] 4-; mentre sul recto della carta di guardia anteriore compare il numero manoscritto: n.r 8474 che corrisponde all’indicazione del catalogo di vendita Bibliotheca Baluziana; sev catalogus librorum bibliothecae V. Cl. D. Steph. Baluzii Tutelensis, Parisiis 1719,  Sez. Bibliothecarii, p. 826.

Segno di possesso: 

  • Note di possesso

Biblioteca di appartenenza:

BUPD - Biblioteca Universitaria di Padova
Collocazione
BOT.4.174
Numero seriale: 1046
Scheda: CL