Panorami veneti

da Venerdì, 22 Settembre 2006 a Domenica, 05 Novembre 2006

Belluno - Padova - Rovigo - Treviso - Venezia - Verona - Vicenza

22 settembre - 5 novembre 2006

La mostra "Panorami veneti" esporrà, nelle Sale Monumentali della Biblioteca Marciana di Venezia (dal 21 settembre al 5 novembre 2006), la straordinaria sequenza di tredici vedute urbane "a volo d'uccello", dedicate a tutte le città capoluogo di provincia del Veneto, che il vicentino Guido Albanello ha realizzato tra 1995 e 2006, nell'ambito di un progetto elaborato dall'editore, suo concittadino, Gilberto Padovan.

È un'iniziativa che dimostra come ancor oggi si possa far ricorso con successo ad una tecnica antica, che vanta, nell'ambito specifico delle vedute, oltre cinque secoli di storia. Si tratta di disegni a china di ampie dimensioni (mediamente di cm 80x140), realizzati a mano libera, con certosina tenacia, da cui è stata in seguito ricavata una tiratura limitata di stampe di alto pregio.

L'opera si inserisce in un'illustre tradizione: il secolo XVI si apre infatti con la magnifica veduta di Venezia di Jacopo de' Barbari, e l'influsso di tale prototipo si manifesta nelle successive stampe delle città della terraferma veneta, di Padova, Vicenza, Verona.
Almeno sino a Marco Moro, il raffinato litografo di Zenson di Piave che opera nei decenni centrali del XIX secolo, il catalogo delle vedute urbane "a volo d'uccello" non conosce praticamente soluzioni di continuità, e si rivela anzi una vicenda straordinariamente fitta di esiti.

È questa tuttavia la prima volta in cui un unico autore si cimenta con un soggetto così ambizioso e articolato, ed è questo uno dei significativi primati della serie dei "Panorami".
Non l'unico, tuttavia: la sequenza presenta la più vasta veduta di Venezia mai prodotta - 7 fogli di cm 80x160, per oltre 11 metri complessivi di raffigurazione.

La mostra è stata promossa dalla Biblioteca Marciana, con il sostegno della Regione del Veneto e di Veneto Banca, in considerazione del valore culturale e artistico dell'opera, cui fa riscontro la qualità dei contributi raccolti nel catalogo.

Questo si apre con l'introduzione di un illustre storico dell'urbanistica veneta, Lionello Puppi, cui seguono i saggi di noti specialisti, che trattano delle singole città e delle relative raffigurazioni: Davide Banzato, Giuseppe Barbieri, Eugenio Manzato, Giorgio Marini, Adriano Mazzetti, Marco Perale, Giandomenico Romanelli.

Approfondimento

Negli ultimi decenni gli studiosi hanno affrontato i problemi posti dalla cartografia storica non solo nei termini filologici della raccolta e dell'allineamento dei materiali, ma anche cercando di cogliere e di interpretare le logiche di fondo che caratterizzano particolari immagini. In questa generale prospettiva, una specifica attenzione è stata riservata alle piante urbane "a volo d'uccello", che iniziano ad affermarsi alle soglie della prima età moderna, nell'ultimo scorcio del XV secolo: esse sono state comprese come il segnale dell'ambizione prima, della volontà poi, di misurare integralmente una realtà che andava facendosi di anno in anno più complessa, in modo da poter impostare il razionale controllo di uno sviluppo che rinnovava profondamente il tessuto medievale sia con nuovi assi viari che con l'inserimento di moderne e monumentali emergenze.

La pianta "a volo d'uccello" traduce probabilmente desideri ben più remoti di rappresentazione: già Luciano, in un suo dialogo, si fa interprete di questa antica istanza, che rendeva necessario il ricorso a uno sguardo davvero disumano, ossia al di fuori della portata del normale raggio visivo dell'uomo.

Nel 1537 l'inglese Richard de Benese afferma che all'osservatore deve sostituirsi il surveyor, colui che osserva dall'alto; per questa via risultava possibile coniugare l'esigenza, non più rinunciabile, di una rappresentazione fedele, ad vivum, così come la definiscono i documenti quattrocenteschi, con l'altra, complementare, che consisteva nella ricerca di un piacere ottico, percettivo, ma che ha come fine essenziale quello di celebrare la grandezza, altrimenti non restituibile, della città.

Il Veneto gioca un ruolo non marginale in tale processo, che coinvolge pressoché tutta Europa, dai grandi porti olandesi a Napoli, da Londra a Toledo. Nella Serenissima il secolo XVI si apre infatti, com'è noto, con uno tra gli insuperati modelli di tale nuovo approccio, la spettacolosa Venetie MD di Jacopo de' Barbari, inquadrata dall'alto dell'isola di San Clemente, e le successive riprese di questa impostazione, a Padova, a Vicenza, a Verona, ci conferma su quanto il prototipo influisse anche sulle aspettative delle città satelliti della Terraferma.

Di lì in avanti, per quanto riguarda la nostra Regione, e almeno sino a Marco Moro, il raffinato litografo trevigiano di Zenson di Piave che opera nei decenni centrali del XIX secolo, ildelle vedute urbane "a volo d'uccello" non conosce praticamente soluzioni di continuità, e si rivela anzi una vicenda straordinariamente fitta di esiti. catalogo

Le cose sono inevitabilmente mutate con l'avvento e lo sviluppo della fotografia, con il cinema, con la possibilità di effettive riprese aeree del tessuto e dei contorni di una città e anche perché, in parallelo, si è assistito, nel corso del Novecento, alla deflagrazione degli impianti urbani storici, tanto che ormai osserviamo una sorta di indifferenziata megalopoli, almeno da Verona a Mestre.
La serie di vedute di Guido Albanello, qui esposte, ci consegna pertanto, all'inizio del terzo millennio, l'immagine preziosa di un trapasso di cui non avvertiamo ancora per intero le conseguenze.

Gilberto Padovan

La mostra si tiene presso le Sale Monumentali della Biblioteca Marciana di Venezia
(Libreria Sansoviniana, ingresso dal Museo Correr: la mostra è inserita nel percorso integrrato dei Musei di Piazza San Marco)

Per ulteriori informazioni:

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