1938-1945. La persecuzione degli ebrei in Italia

da Giovedì, 27 Gennaio 2011 a Sabato, 12 Febbraio 2011

In occasione del Giorno della memoria 27 gennaio 2011, in ricordo della Shoah, il Ministero dell’Interno e la Prefettura di Venezia hanno organizzato - di concerto con la Biblioteca Nazionale Marciana, l’Archivio di Stato, la Comunità ebraica di Venezia e la Soprintendenza Archivistica per il Veneto - la mostra: 1938-1945. La persecuzione degli ebrei in Italia. Documenti per una storia.

La mostra resterà aperta al pubblico dal 27 gennaio al 12 febbraio 2011, con orario: 10.00 - 17.00.
Sono state organizzate delle visite guidate.

L’inaugurazione avverrà mercoledì 26 gennaio alle ore 17.00, nelle Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana (Piazzetta San Marco 13/a).

Verrà presentato al pubblico il materiale documentario inedito, tratto dagli archivi di queste Istituzioni, a testimonianza di quanto accaduto nella specifica realtà veneziana, con il supporto del materiale espositivo predisposto dal Centro di documentazione ebraica contemporanea (CDEC), costituito da pannelli che raccontano lo svolgersi dell’intera vicenda a livello nazionale.

I documenti esposti illustrano in modo significativo il graduale e sempre più drammatico percorso che porta dall’emarginazione alle vere e proprie persecuzioni, attuate nei confronti di tutti gli ebrei italiani e stranieri, nel nostro territorio, a partire dalle leggi razziali del 1938 fino alla primavera del 1945.

La narrazione si sviluppa secondo questa scansione cronologica:

  1. Estate del 1938
    Sono i pochi mesi che precedono l’emanazione, nell’autunno dello stesso anno, delle leggi antiebraiche.
    In adesione alla legislazione antisemita introdotta nella Germania nazista sin dal 1935, l’Italia di Mussolini impone, a pochi anni di distanza, una propria normativa in materia razziale.Si procede pertanto, in tutte le Prefetture d’Italia e su disposizione del Ministero dell’Interno, a censire tutti coloro che comunque risultino di razza ebraica, anche se professanti altra o nessuna religione, inclusi i battezzati e i coniugi ebrei di matrimonio misto, primo atto di un processo di emarginazione in seno alla società civile italiana.
  2. Settembre 1938 – giugno 1940
    Segna gli anni che vanno dall’applicazione delle leggi razziali all’entrata in guerra dell’Italia.
    È il periodo in cui entrano in vigore le leggi “per la difesa della razza italiana” (R.D.L. 17 novembre 1938, n. 1728), il cui ambito di applicazione si estende a tutti i settori della vita civile: alla scuola pubblica, dalla quale sono da subito esclusi studenti e professori di “razza ebraica”; al diritto di soggiorno in Italia, negato agli ebrei stranieri e a quelli di più recente naturalizzazione; al settore economico-produttivo, dove si introduce l’obbligo, per i privati e le aziende industriali o commerciali, di denunciare i beni di loro proprietà.
  3. Giugno 1940 – settembre 1943.
    Corrisponde al periodo connotato dall’entrata in guerra dell’ Italia a fianco della Germania nazista, fino all’8 settembre.
    Sono gli anni in cui i provvedimenti contro i cittadini di “razza ebraica” si inaspriscono ulteriormente con l’obbiettivo di cancellarne la presenza e la visibilità in ogni contesto pubblico e sociale: a cominciare dagli elenchi telefonici veneziani, di cui verranno esposte le pagine relative all’anno 1941, che ancora comprendono i nominativi delle famiglie ebraiche, e quelle dell’anno successivo, che ne registrano l’espunzione, e costringono perciò la Comunità a farne uno suo proprio.
  4. Ottobre 1943 – aprile 1945
    Illustra la politica fascista di “soluzione finale” della questione ebraica, che la Repubblica Sociale Italiana attua nell’Italia occupata, in stretta collaborazione con le autorità della Germania nazista.
    A seguito delle disposizioni emanate dal Governo di Salò il 27 novembre 1943, nei confronti degli ebrei - ora assurti al ruolo di “nemici dello Stato” - vengono applicate le leggi di guerra.
    La stessa Comunità israelitica di Venezia è commissariata e i suoi beni, come pure quelli dei singoli ebrei, sono requisiti e posti sotto sequestro (case e appartamenti, abiti, quadri e opere d’arte, strumenti musicali).
    Seguiranno arresti e rastrellamenti: il primo e più imponente viene effettuato a Venezia nella notte del 5 dicembre 1943, e porta al successivo trasferimento di un centinaio di persone (donne, uomini e bambini), caricati, la notte di Capodanno, su un convoglio ferroviario diretto al campo di internamento di Fossoli (Carpi).
    Da lì i deportati verranno fatti ripartire, poche settimane più tardi, il 22 febbraio del 1944, per il campo di sterminio di Auschwitz: su quel treno c’è anche Primo Levi, che di quel viaggio darà testimonianza in Se questo è un uomo.
  5. Aprile 1945 – gennaio 1946
    Sono i mesi che segnano il ritorno alla vita democratica.
    Mentre nei territori dell’Italia meridionale e centrale via via liberati, già nel 1944 veniva abolita la legislazione antisemita, Venezia deve attendere il 28 aprile del ’45 per vedere il ritiro delle truppe tedesche e l’assunzione del potere da parte del Comitato di Liberazione nazionale: inizia così anche la rinascita della Comunità israelitica, soppressa da ben 17 mesi, e duramente provata anche dalla tragica scomparsa del suo presidente Giuseppe Jona, nel settembre del 1943, e dalla deportazione del suo rabbino maggiore Adolfo Ottolenghi.
    Si contano i morti, si avviano le ricerche dei dispersi; all’indomani della Liberazione la popolazione italiana ebraica si era dimezzata rispetto al 1938.

La mostra è stata fortemente sostenuta dalla Prefettura di Venezia, che intende in questo modo sottolineare l’attenzione al mondo ebraico da parte del Ministero dell’Interno.

La ricerca archivistica è stata curata da:

Patrizia Bortolozzo, Claudia Salmini e Alessandra Schiavon
dell’Archivio di Stato di Venezia, con il coordinamento del Direttore,
dr. Raffaele Santoro,
e da Renata Segre per la Comunità ebraica di Venezia.
Ha collaborato, per la Soprintendenza Archivistica per il Veneto,
Alessandra Schiavon.

Visite guidate

Visite accompagnate alla mostra, a cura dell’Associazione “Figli della Shoah”, sezione di Venezia. Gli accompagnatori parleranno anche della loro esperienza, avendo vissuto e sofferto la persecuzione.

Orario delle visite: 10.00, 11.00, 12.00.
Punto d’incontro: ingresso delle Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana, Piazzetta San Marco n. 13/a, Venezia.
Non serve prenotazione.

  • giovedì 27 gennaio: Franca Polacco
  • venerdì 28 gennaio: Napoleone Jesurum
  • lunedì 31 gennaio: Roberto Bassi
  • martedì 1 febbraio: Fiammetta Falco Jona
  • mercoledì 2 febbraio: Lia Finzi Federici

La mostra si tiene presso le Sale Monumentali della Biblioteca Marciana di Venezia
(Per l’occasione sarà aperto il portone al n. civico 13/a della Piazzetta San Marco, dal quale tutti potranno accedere liberamente.)

Per ulteriori informazioni:

Biblioteca Nazionale Marciana
Annalisa Bruni
tel. 041.24.07.23.8
e-mail: bruni@marciana.venezia.sbn.it