Spezie, vino, pane della Serenissima

Venezia per lungo tempo è stata l'emporio europeo di tutte le spezie. Come scrive Giampiero Rorato ne "Spezie, vino e pane nella Serenissima", la spezia più acquistata dal veneziani fin dall'inizio fu il pepe. "Nei primi secoli dopo il Mille i mercanti della Serenissima lo acquistavano in grande quantità nel porto di Alessandria d'Egitto ed anche a Costantinopoli. Anche lo zucchero (un tempo considerato spezia) fu molto importante per la Serenissima".
Il mondo delle spezie è vasto, profumato e variegato, come dimostrano anche le stupende tavole allegate al volume. Venivano catalogare in due tipi: le grosse e le sottili. Al primo gruppo appartenevano: il pepe e lo zucchero, ma anche lo zenzero. Al secondo cannella, chiodi di garofano, noce moscata, macis, cardamomo, cubebe, galanga, pepe lungo, meleghetta (grani di paradiso).
Ma anche il vino ha con la Serenissima un rapporto molto stretto. Come riporta il volume "Venezia, come i mercanti greci che solcavano il Mediterraneo, duemila anni prima delle sue galere, intuisce che è necessario trasformare il vino da genere alimentare in oggetto di culto, un'icona. Le terre bagnate dal Mediterraneo orientale diventano importanti fornitrici di vini ai veneziani e assieme ai vini arrivano a Venezia anche usi e costumi d'Oriente. E non poteva mancare il pane, per il quale la Serenissima ha sempre dimostrato grandissima attenzione, anche con leggi molto severe. Pane di ogni tipo genere e per ogni gusto, tenere o fragrante, speziato o semplice. Da sentirne il profumo e da ammirarne le immagini.