Un italiano in Persia

da Sabato, 04 Settembre 2010 a Giovedì, 30 Settembre 2010

Luigi Montabone e la fotografia dell’Ottocento

a cura di Alberto Prandi e Mirella Canzian

La Biblioteca Nazionale Marciana organizza dal 4 al 30 settembre 2010 la mostra “Un Italiano in Persia. Luigi Montabone e la fotografia dell’Ottocento”, che si terrà nelle sue Sale Monumentali.

La mostra

La mostra, a cura di Alberto Prandi e Mirella Canzian, ospita una selezione di 33 tavole fotografiche riprese da Luigi Montabone nell'Iran Qajar, e tratte dall'esemplare marciano dell'album fotografico Ricordo del viaggio in Persia della missione italiana 1862, segn. marc. 138.C.88.

Luigi Montabone, piemontese, e il suo assistente Alberto Pietrobon, veneziano, furono incaricati di seguire la missione ufficiale del Regno d'Italia in Iran, e ne riportarono una documentazione che venne riunita in un album, di cui ne furono inviate copie a reali e diplomatici.

L'esemplare marciano è stato presentato integralmente per la prima volta al pubblico, in occasione dell'esposizione La Pesia Qajar. Fotografi italiani in Iran 1848-1864, a cura di Maria Francesca Bonetti e Alberto Prandi, tenutasi a Roma (11 febbraio - 5 aprile 2010).
All'esposizione Marciana, farà seguito una prossima edizione della mostra che verrà allestita al Fotomuseo Panini di Modena (27 novembre 2010 - 27 febbraio 2011).

L'inaugurazione avverrà il 3 settembre, alle ore 17.00, nell’Antisala della Libreria Sansoviniana (ingresso da Piazzetta San Marco 13/a).

Introduzione di Maria Letizia Sebastiani (direttore della Biblioteca Nazionale Marciana).
Interventi di Alberto Prandi (Università Ca’ Foscari, Venezia) e Mirella Canzian (Biblioteca Nazionale Marciana).

L’esemplare marciano dell’album "Ricordi del viaggio in Persia della missione italiana 1862", di cui l’esposizione ospitata nelle Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana presenta le tavole fotografiche più significative, è dedicato da Marcello Cerruti a Sir Austen Henry Layard, che dopo i celebri trascorsi d’archeologo in Oriente ebbe, in Venezia, interessi nelle arti e nell’imprenditoria.

La sua riscoperta spetta ad un giovane storico intento ad esplorare le vicende connesse ai rapporti tra l’Italia e l’Iran, Angelo Michele Piemontese, che lo pone al centro di un ampio saggio apparso nel 1972.

Lo studio di Piemontese, non indaga la storia della fotografia d’epoca Qajar, ma propone una ampia contestualizzazione della vicenda e delle immagini, quanto basta per sollecitare l’interesse verso l’antica fotografia Iraniana in Occidente.

Il riscontro che ebbe il saggio di Piemontese nella letteratura fotografica, contribuí a collocare l'mpresa di Luigi Montabone al centro degli interessi degli storici della fotografia.

Il motivo di tale interesse fu determinato dal fatto che la campagna fotografica di Montabone, fu sensibilmente influenzata dalla presenza di un gruppo di giovani naturalisti, che diverranno di là a poco prestigiosi esponenti del positivismo scientifico italiano.

Inoltre esse costituiscono un episodio anticipatore che sollecitò, nella fotografia iraniana dell'epoca, l'attenzione verso i soggetti legati alla modernità e alla documentazione sociale.
Oltre che concorrere alla riscoperta di un gruppo d'autori italiani, coevi a Montabone, che nella Persia Qajar, alla corte di Nâseroddin Shah Qajar, il sovrano appassionato di fotografia, ebbero un ruolo pionieristico nello sviluppo della fotografia e nella documentazione del territorio.

L’album, ed in particolare l’esemplare Marciano, è opera estremamente significativa, vuoi per la rara testimonianza visiva che offre, vuoi per il ruolo che ha avuto nello sviluppo degli studi storiografici relativi alla fotografia d’epoca Qajar.

La missione italiana in Persia fu progettata sin dal 1860 da Camillo Benso di Cavour, ma solamente nell’aprile del 1862, con la partenza del folto gruppo di componenti, poté prendere l’avvio. Marcello Cerruti, genovese, già ministro in Costantinopoli, guidava l’ambasciata straordinaria, ricca di ben 19 membri che erano distinti in quattro sezioni, diplomatica, militare, commerciale e scientifica.

La missione così composta mirava a rappresentare il prestigio politico e culturale della nuova Italia e a compiere una ricognizione generale del paese visitato.

Tra le figure significative un gruppo di scienziati, tutti destinati ad occupare posizioni di rilievo nel panorama scientifico italiano, tra cui:

  • Giacomo Lignana, professore di filologia comparata presso l’Università di Napoli,
  • Camillo Ferrati, professore di geodesia presso l’Università di Torino e matematico,
  • Michele Lessona, professore di storia naturale presso l’Università di Genova e medico;
  • Filippo De Filippi, direttore del Museo di Geologia di Torino,
  • Giacomo Doria, giovane naturalista genovese,
  • Carlo Orio, bacologo.

La mostra si tiene presso le Sale Monumentali della Biblioteca Marciana di Venezia
(Libreria Sansoviniana, ingresso dal Museo Correr: la mostra è inserita nel percorso integrato dei Musei di Piazza San Marco)

Per ulteriori informazioni:

Biblioteca Nazionale Marciana
Annalisa Bruni
tel. 041.24.07.23.8
e-mail:bruni@marciana.venezia.sbn.it