Scuole di lettura in biblioteca 1999

da Martedì, 05 Ottobre 1999 a Martedì, 21 Dicembre 1999

Scuole di lettura in biblioteca

Progetto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali

5 ottobre - 21 dicembre 1999
Biblioteca Nazionale Marciana
(Tutti i martedì, ore 18.00)

La Biblioteca Nazionale Marciana aderisce al progetto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali "Scuole di lettura in Biblioteca", che prenderà avvio il 5 ottobre.

Per dodici settimane (quindi fino al 21 dicembre) ogni martedì, alle ore 18.00, la biblioteca organizzerà letture di scrittori veneti che presenteranno al pubblico la loro opera.

Programma:

  • 5 ottobre: Pier Maria Pasinetti
  • 12 ottobre: Paolo Barbaro
  • 19 ottobre: Pia Fontana
  • 26 ottobre: Daniele Del Giudice
  • 2 novembre: Giulio Mozzi
  • 9 novembre: Riccardo Held
  • 16 novembre: Tiziano Scarpa
  • 23 novembre: Pasquale Di Palmo
  • 30 novembre: Andrea Zanzotto
  • 7 dicembre: Marilia Mazzeo
  • 14 dicembre: Bianca Tarozzi
  • 21 dicembre: Gilberto Sacerdoti

Scrittori veneti

  • Pier Maria Pasinetti
    Veneziano, quindi cosmopolita per nascita, Pasinetti attualmente risiede tra Venezia e gli Stati Uniti, dove ha tenuto corsi di letteratura generale nella sede di Los Angeles della University of California. L'Università di Yale gli ha conferito il dottorato.
    Tra i diversi riconoscimenti ricevuti ricordiamo il premio del National Institute of Arts and Letters di New York, il premio Scanno, il premio Amelia, il premio Pisa, il premio Ecureuil. Ha ottenuto per due volte il premio Selezione Campiello.
    Ha pubblicato i romanzi: Rosso veneziano nel 1957; La confusione nel 1964, riedito nel 1988 col titolo Il sorriso del Leone; Il ponte dell'Accademia nel 1968; Domani improvvisamente nel 1971; Il Centro nel 1979; Dorsoduro nel 1983; Melodramma nel 1993; Piccole veneziane complicate nel 1996.
    Altri suoi libri sono: L'ira di Dio (tre racconti, 1943); Dall'estrema America (reportage, 1974); Life for Arts (saggio critico, 1985). Il suo nuovo romanzo, dal titolo Astolfo, è' ancora inedito.
  • Paolo Barbaro Paolo Barbaro vive a Venezia, dopo lunghe esperienze di lavoro in Italia e all'estero. Inizialmente lo scrivere è stata per lui un'attività parallela a quella di tecnico: esordisce con Giornale dei lavori (Einaudi, 1966), esplorazione della condizione umana nel mondo tecnologico. L'indagine si allarga in Libretto di campagna (Einaudi, 1972), Le pietre, l'amore (Mondadori, 1976, premio Selezione Campiello), Passi d'uomo (Mondadori, 1978, premio Settembrini). Dal 1976 collabora a "La Stampa".
    E' stato consulente della Televisione Svizzera per una serie di documentari sulle città nuove europee e sulla laguna di Venezia. Tra i suoi romanzi piu' recenti, tradotti in diverse lingue: Diario a due (Marsilio, 1987, premio Selezione Campiello, ora anche in edizione tascabile, presto in film), Una sola terra (Marsilio, 1990, premio Pisa), La casa con le luci (Bollati Boringhieri, 1995, premio Selezione Campiello).
    Colori, umori e problemi della città in cui vive si riflettono in Lunario veneziano (La Stampa 1990, premio Buzzati), in Ultime isole (Marsilio, 1992, premio Comisso), L'anno del mare felice (Il Mulino, premio internazionale delle Acque), Venezia. La città ritrovata (Marsilio, 1998, finalista premio PEN-Club).
    Venezia e' tra i protagonisti anche del suo ultimo romanzo, pubblicato nel 1998 da Marsilio, L'impresa senza fine: nel quale i grandi problemi di fine millennio (giovani senza lavoro, scorie senza piu' fine) diventano ineludibili orizzonti della nostra vita.
  • Pia Fontana
    È nata a Sacile (Pordenone). Allieva a Padova di Sergio Bettini, si è laureata in critica d'arte. Da anni vive e lavora a Venezia. Nel 1987 ha vinto il "Premio Calvino" con una serie di racconti successivamente riuniti in Sera o mattina (Marsilio 1989).
    Già in questa prima raccolta si precisano le scelte tematiche che saranno poi ricorrenti: lo scorrere indolente del tempo sul fondo piatto di una provincia inerte e sonnolenta - più luogo della coscienza che realtà geografica definita -, il vano dibattersi nel tentativo di sfuggire alla banalità del luogo comune, all'inesorabilità di un destino precostituito entro una società che, cancellando gli dei, ha eliminato gli eroi. La propensione al racconto non ha escluso l'approccio al romanzo.
    È così nato Spokane (Marsilio 1988), sorta di resoconto antropologico, incentrato sul tema della difficoltà dei rapporti all'interno della famiglia - dove la metafora della follia che si annida nel quotidiano è rappresentata da una scrittura-collage fatta di citazioni, slogan, poesie, ecc.
    Nel successivo romanzo Il corpo degli angeli (Marsilio 1991), l'ambiguo rapporto che lega un fratello e una sorella trascina l'uno e l'altra verso lo svelamento del vuoto che sta oltre l'euforia. La realtà è una crosta sottile sotto la quale è sotteso l'abisso, ogni navigazione è destinata a concludersi in un naufragio.
    Con Bersagli (Marsilio 1993) l'autrice è ritornata al racconto, ricreando il paesaggio amaro dei suoi angeli dalle ali spuntate attraverso una descrizione dove malinconia e ironia si coniugano insieme. Il tema della colpa e dell'impossibilità del riscatto è affrontato nel romanzo Le ali di legno (Marsilio 1995), attraverso una narrazione che mescolando sotto la linearità del racconto simbolo e mito, suggerisce una complessa rilettura a più piani.
    Nel romanzo Andante spianato (Marsilio 1997) per la prima volta compare un io narrante e una scrittura più sciolta, più comunicativa, che si destreggia in modo disinvolto fra invenzione e autobiografia.
    È da poco uscito il suo nuovo romanzo Il pesce arabo (Piemme, 1999) in cui le vicende della protagonista diciassettenne tratteggiano una sorta di percorso di formazione al femminile.
    All'attività di narratrice Pia Fontana affianca quella di autrice di testi teatrali, fra cui Il grido, monologo andato in scena al "Teatro della Limonaia" (S. Casciano, maggio 1996), Devozione, atto unico in due quadri, in scena al teatro "La pergola" di Firenze, Bambole, tutti e tre riuniti in un volume della collana Teatro delle edizioni Oedipus, uscito nel 1998.
    Quest'anno due suoi nuovi testi teatrali stanno andando in scena nei teatri italiani: La numero tredici, monologo, e Eclisse totale, atto unico. Suoi scritti sono apparsi in numerose riviste letterarie, fra cui "L'Indice", "Linea d'ombra", "Tuttestorie", "L'altra Europa", "Horizonte", "La revue des deux mondes" e in opere antologiche italiane e straniere. È tradotta nelle principali lingue europee.
  • Daniele Del Giudice
    E' nato nel 1949 a Roma, vive attualmente tra Roma e Venezia e i suoi romanzi sono tradotti in America, Inghilterra, Germania, Spagna, Francia, Portogallo, Olanda, Danimarca, Brasile, diversi paesi dell'Europa dell'Est e in quattordici lingue.
    Negli anni '70 ha seguito un percorso di ricerca letteraria e teatrale prima presso il Teatro-Laboratorio di Grotowski in Polonia e poi in Italia con Nuova Scena, gruppo di teatro politico che faceva capo a Dario Fo. Giovanissimo, tra il 1971 e il 1982, ha svolto il suo impegno di critico militante con articoli letterari su riviste e quotidiani, per poi dedicarsi interamente alla narrativa.
    Ha scritto, tra gli altri, saggi su Italo Svevo, Stefan Zweig, R.L. Stevenson, Primo Levi. Nel 1983 esce il suo primo romanzo, Lo stadio di Wimbledon, (con una presentazione di Calvino, edito, come i successivi, da Einaudi; Premio Viareggio e Premio Mondello per l'opera prima), che si impone subito come un'opera fortemente innovativa nel quadro della giovane narrativa degli anni '80.
    La volontà di ricerca narrativa e di anticipazione, del resto, è presente anche nel suo secondo libro Atlante occidentale (1985; Premio Comisso), nel quale narra la modificazione dei sentimenti e la mutazione antropologica segnata dalla trasformazione degli oggetti in luce e dalla diffusione della tecnica.
    Nel 1988, per Mondadori, pubblica invece: Nel museo di Reims, racconto breve sull'amore come accettazione delle diversità dell'altro da sé, e che affronta in maniera intelligente e originale le forme nuove della percezione, con sedici dipinti d'autore che fanno parte integrante del volume (con questo libro si apre anche la lunga collaborazione di Del Giudice con pittori e artisti visivi). In Staccando l'ombra da terra (1994; Premio Bagutta, Premio Internazionale Flaiano e Premio Selezione Campiello), il tema del volo diventa dimensione estrema delle probabilità, dove sapere del fare e sapere del corpo provano una loro tenuta esistenziale a ridosso dell'errore e della caduta. Da un capitolo di questo libro intitolato Unreported inbound Palermo e dedicato alla tragedia di Ustica, sono stati tratti diversi spettacoli e l'Opera omonima musicata da Alessandro Melchiorre per la Pocket Opera di Norimberga, rappresentata in Europa e in Italia alla Biennale di Venezia e al Teatro Comunale di Bologna (Edizioni Ricordi).
    Seguono i racconti di Mania (1997; premio Selezione Campiello, premio Grinzane Cavour), sei storie e sei mondi dell'immaginario d'oggi che preme per diventare "azione" oltre ogni remora, nella zona d'ombra dove sentimenti e fantasie si fanno immediatamente corpo.
    Pilota d'aereo e appassionato viaggiatore, nel 1990 ha compiuto una lunga escursione in Antartide, via Patagonia e Terra del Fuoco, il cui "diario", Taccuino australe, è apparso in sei puntate sulla terza pagina del "Corriere della Sera" e sulla "Frankfurter Allgemeine".
    È l'ideatore della manifestazione "Fondamenta. Venezia, città dei lettori", una manifestazione annuale, promossa dal Comune di Venezia, che si propone di diventare centro di dialogo e discussione sulla lettura.
    Complessivamente la sua ricerca è volta interamente a indagare le nuove realtà e la possibilità di raccontarle, in un massimo di densità e pregnanza che lasciano ampio spazio all'ambito dell'immaginazione. In questo modo all'interno di uno stesso romanzo o racconto si intrecciano stili e linguaggi diversi, e diversi registri narrativi, che aprono a loro volta la possibilità di molteplici (e diverse) chiavi di lettura.
  • Giulio Mozzi
    Nato nel 1960, abita a Padova. Ha pubblicato tre libri di racconti: Questo è il giardino (Theoria 1993, Premio Mondello; ripubblicato nel 1998 presso Mondadori), La felicità terrena (Einaudi 1996, finalista al Premio Strega) e Il male naturale (Mondadori 1998).
    Con Silvia Ballestra ha curato Coda (Transeuropa 1996) antologia di giovani narratori under 25. Con Giuseppe Caliceti ha curato Quel che ho da dirvi, un libro-inchiesta sugli adolescenti italiani (Einaudi, 1997).
    Il suo libro più recente, Fantasmi e fughe (Einaudi, 1999) racconta di viaggi fatti a piedi, in bicicletta, in corriera e in treno. Ballade de jadis (in Sconfinare. Il nord-est che non c'è, Ravenna, Fernandel, 1999) è il capitolo conclusivo del poema Il culto dei morti (nell'Italia contemporanea) che sarà pubblicato prossimamente da Einaudi.
    Tiene corsi di scrittura ed è l'ideatore di "Scritture creative riunite" il primo consorzio di scuole di scrittura del Nord-Est, istituito nell'ottobre 1997. Per Theoria cura la collana "Ritmi scritture". Ha pubblicato, per Theoria (1997), Parole private dette in pubblico. Conversazioni e racconti sullo scrivere.
    Con Stefano Brugnolo ha pubblicato, Ricettario di scrittura creativa. 1. Le narrazioni (Theoria, 1997), 2. Scritture giocose e in versi (Theoria, 1998).
    Collabora con la compagnia teatrale Fantaghirò.
  • Riccardo Held
    È nato a Venezia nel 1954. Ha studiato letteratura francese con Francesco Orlando. Ha tradotto il romanzo La casa del gatto che gioca a palla di H. de Balzac (Napoli, Guida editori), Le Orientali di V. Hugo (Milano, Oscar Mondadori), il testo teatrale di G. Salvatore Stalin (Torino, Einaudi).
    La traduzione di La tentazione di S. Antonio di G. Flaubert è in preparazione per i "Meridiani" Mondadori. Ha tradotto e introdotto il romanzo Avevo un amico di S. Rezvani (Napoli, Cronocopio), ha curato Fedra di J. Racine (Milano, B. U. R.).Ha pubblicato in riviste numerose traduzioni di R. M. Rilke e G. Benn.
    È stato fino al 1996 responsabile della narrativa straniera Marsilio ed ha promosso la creazione della collana "Marsilio-Poesia".
    Per i Meridiani Mondadori si è occupato dei Meridiani dedicati a Celan e a T. Mann e del secondo Meridiano dedicato a Musil. Ha vinto nel 1985 il premio Pasolini-Rimini con il volume Per questa rilassata acida voglia (Milano, 1985). Nel 1996 ha vinto il premio Montale con il volume Il guizzo irriverente dell'azzurro (Marsilio). È tradotto in francese, tedesco, spagnolo ed è attualmente in corso la traduzione in inglese.
  • Tiziano Scarpa
    E' nato a Venezia nel 1963 e vive a Milano. Collabora a "Il Manifesto", "Leggere", "Linea d'ombra", "L'Unità" e "Effe" la rivista della Feltrinelli.
    Nel 1996 ha pubblicato il suo primo romanzo: Occhi sulla graticola (Einaudi, I coralli) con il quale ha vinto il Premio organizzato dalla rivista "La Terra vista dalla Luna" diretta da Goffredo Fofi. Nel 1997 ha vinto, con la commedia radiofonica Pop corn, il Prix Italia.
    Nel 1998 ha pubblicato In gita a Venezia (Paravia) una guida molto, molto particolare, pensata per i ragazzi delle scuole che visitano la nostra città. Sempre nel 1998 è uscita una sua raccolta di racconti, per i tipi di Einaudi, dal titolo Amore(r), che ha vinto nel 1999 il premio Settembrini. Per i tipi di Fernandel di Ravenna, nel 1999, ha pubblicato il racconto Lettere di spasimanti a mia nonna Assunta e HTML Webmaster 4.0 all'interno dell'antologia Sconfinare. Il nord-est che non c'è.
    Altri suoi racconti sono stati pubblicati su riviste e volumi antologici.
  • Pasquale Di Palmo
    È nato nel 1958 al Lido di Venezia e attualmente vive a Cà Noghera (VE). Ha esordito nel 1988 con la pubblicazione di Elegie di Sovana sulla rivista "Nuovi Argomenti", alla quale è seguita la collaborazione a numerose riviste, tra cui "Paragone", "Poesia", "Testo a fronte", "Galleria" e "Hortus", con poesie, interventi critici e traduzioni.
    Ha pubblicato le raccolte intitolate Arie a malincuore in Poesia contemporanea. Secondo quaderno italiano (Guerini e Associati, 1992) e Quaderno del vento (Stamperia dell'Arancio, 1996), confluite in Horror Lucis che raccoglie la produzione poetica dal 1986 al 1996 (Quaderni di Erba d'Arno, 1997).
    Ha curato e tradotto Morticino per ridere e altre poesie da Gli amori gialli di Tristan Corbère (Via del Vento Edizioni, 1999).
  • Andrea Zanzotto
    Nato a Pieve di Soligo (TV) nel 1921. Ha conseguito la laurea in lettere a Padova nel 1942. Nel 1982 gli è stata conferita la laurea in lettere Honoris Causa dall'Università Cà Foscari di Venezia e nel 1996 dall'Università di Trento.
    Ha insegnato materie letterarie nelle scuole medie della provincia di Treviso. Ha esordito con Dietro il paesaggio (1951), cui sono seguite le raccolte poetiche Vocativo (1957), IX Ecloghe (1962), La Beltà (1968), Gli sguardi i fatti e senhal (1969), Pasque (1973). Segnalato al premio "Libera Stampa" di Lugano, con Maria Corti e Pier Paolo Pasolini, nel 1950 Zanzotto ha ottenuto il premio "San Babila-Milano" per inediti da una giuria che comprendeva alcuni dei maggiori poeti italiani: Ungaretti, Montale, Quasimodo, Sinisgalli, Sereni.
    Con Filò (1976) è venuta in superficie una vena dialettale che in parte riaffiora anche in Idioma (1986) titolo conclusivo di una trilogia sviluppatasi attraverso i precedenti Il galateo in Bosco (1978) e Fosfeni (1983).
    È autore di un volume di Racconti e prose (Sull'Altopiano) in diverse edizioni dal 1964, e delle raccolte di saggi, articoli, interventi critici sulla letteratura, Fantasie di Avvicinamento (1991) e Aure e disincanti nel Novecento letterario (1994).
    La sua più recente silloge poetica, Meteo, è del 1996. Nel 1999 è uscito il volume, per i Meridiani di Mondadori, Le poesie e le prose scelte curato da Stefano Dal Bianco e Gian Mario Villalta, con due saggi di Stefano Agosti e Fernando Bandini.
    Ha ricevuto il premio Viareggio per la poesia nel 1979, il premio Feltrinelli dell'Accademia dei Lincei nel 1987 e il premio internazionale Stadt Münster (Germania) nel 1993.
  • Marilia Mazzeo
    E' nata a Ravenna nel 1969. Attualmente vive a Foresto Sparso, in provincia di Bergamo. Ha studiato architettura a Venezia, dove ha vissuto alcuni anni facendo, per mantenersi agli studi, i mestieri più disparati.
    A Venezia ha ambientato i racconti del suo primo libro, dal titolo Acqua alta, pubblicato per i tipi di Theoria nel gennaio 1998. Sempre nel 1998 è uscito il romanzo breve Parigi di periferia, nella collana "I corti" della casa editrice EL.
    Recentemente ha deciso di abbandonare gli studi per dedicarsi completamente alla scrittura. Nel 1999 ha pubblicato, presso Frassinelli, il romanzo La ballata degli invisibili.
  • Bianca Tarozzi
    È nata a Bologna nel 1941 ma vive a Venezia da trent'anni.
    Insegna Letteratura Anglo-Americana all'Università di Verona dal 1988, dopo aver insegnato a lungo alla Facoltà di Lingue e Letterature Straniere di Cà Foscari. Ha scritto vari libri di saggistica tra cui Il nudo artificio: una lettura dei sonetti di Robert Lowell (1981) e La forma vincente: i romanzi di Jean Rhys (1984).
    Ha curato varie antologie poetiche: Elisabeth Bishop: dai libri di geografia (1993), Emily Dickinson: la bambina cattiva (1997), Zehn Italienische Lyrikerinnen der Gegenwart (1995 con Albrecht e Bucciol). È tra gli autori di una Storia della letteratura americana (1991) per la parte che riguarda la poesia e ha tradotto numerosi poeti inglesi e americani.
    La sua produzione poetica è raccolta in Nessuno vince il leone (1988), La buranella (1996), Anch'io vissi in Arcadia (1996), Smemorata (1998) e La bambina pigmea di prossima pubblicazione.
  • Gilberto Sacerdoti
    Nato a Padova nel 1952. Insegna Lingua e letteratura Inglese all'Università di Roma III, Facoltà di Lettere e Filosofia, in qualità di Professore associato. Ha pubblicato le raccolte di poesie Fabbrica minima minore, Pratiche 1978 (Premio Mondello) e Il fuoco, la paglia, Guanda, 1988 (finalista al premio Viareggio).
    Come studioso si è interessato, tra l'altro, a Shakespeare e a Giordano Bruno. Tra i suoi studi critici si citano:
    1. Nuovo cielo, nuova terra. La rivelazione copernicana di Antonio e Cleopatra, Bologna, il Mulino, 1999
    2. "Cosa significa questo?" Sopra uno strano trucco shakespeariano in Antonio e Cleopatra. "Intersezioni" a. XII n. 1, aprile 1992, pp.35-62
    3. Tre re. Erode di Giudea e un bambino, "Intersezioni" a. XIV, n. 2, agosto 1994, pp. 171-209
    4. Caccia al cervo e potestas ecclesiastica in Pene d'amore perdute , "Intersezioni", a. XVII, n. 2, agosto 1997, pp. 229-249
    5. Cani latranti, magia e miracoli di Cristo. Spunti pichiani nella History of the World di Sir Walter Ralegh, in Giovanni Pico della Mirandola. Convegno internazionale di studi nel cinquecentesimo anniversario (1494-1994) a cura di G.C. Carfagnini, Firenze, Olschki, 1997, pp. 577-623
    6. Caccia e sovranità. Il contesto inglese di una pagina dello Spaccio [di prossima pubblicazione negli Atti del Convegno. La filosofia di Giordano Bruno. Problemi ermeneutici e storiografici (Roma 32. 21 ottobre 1998].

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