Presentazione: Due novità di Arnaldo Forni editore

Giovedì, 01 Dicembre 2011

Giovedì 1 dicembre 2011, alle ore 17.00, nell’Antisala della Libreria Sansoviniana (Piazzetta San Marco 13/a, Venezia), Arnaldo Forni Editore presenterà i volumi:

  • Giuseppe Morazzoni, Il libro illustrato veneziano del Settecento
    (Milano, 1943). A cura di Alberta Pettoello
  • Florian Trefler, Methodus
    (Augusta, 1560?). Tradotta e curata da Federico Olmi

Introduzione di Maria Letizia Sebastiani (Direttore ad interim della Biblioteca Nazionale Marciana). Intervengono:
Ugo Rozzo (Istituto storico del libro antico) e Graziano Ruffini(Università di Firenze).
Saranno presenti i curatori delle pubblicazioni e i direttori della collana di ristampe anastatiche ideata e diretta da Maria Gioia Tavoni e Paolo Tinti “Bibliografia e storie del libro e della stampa” .

Giuseppe Morazzoni, Il libro illustrato veneziano del Settecento (Milano, 1943).
A cura di Alberta Pettoello

Curata con rigore da Alberta Pettoello, l'anastatica del "Libro illustrato veneziano del Settecento" di Giuseppe Morazzoni mette finalmente a disposizione di un più vasto pubblico un classico della bibliografia.

Il celebre repertorio, dove sono descritte oltre mille edizioni del Settecento, accompagnate dall'ampia introduzione storico-critica di Morazzoni e dall'apparato iconografico di 154 tavole, si rivela ancor oggi strumento imprescindibile per la conoscenza della storia del libro nella Serenissima, città cardine della produzione artistica a stampa nel corso del XVIII secolo.

Florian Trefler, Methodus (Augusta, 1560?).
Tradotta e curata da Federico Olmi

L'opera, pubblicata in edizione unica ad Augusta verosimilmente fra il 1560 e il 1565 e mai più ristampata, si caratterizza come il primo autentico manuale di biblioteconomia dell'Europa moderna. Debitrice delle teorizzazioni bibliografiche di Johannes Trithemius e, specialmente, di Conrad Gesner, la "Methodus" ne costituisce tuttavia, a ben vedere, un completamento e un superamento.

Raro e dunque solo sporadicamente conosciuto di prima mano, il testo del monaco bavarese è stato spesso trascurato dai bibliografi, che hanno per lo più ignorato la novità del suo contenuto, autenticamente tecnico e pratico.