Presentazione: Arrigo Cipriani, Non vorrei far male a nessuno

Martedì, 24 Maggio 2011

Martedì 24 maggio 2011, alle ore 17.00, nell’Antisala della Libreria Sansoviniana (Piazzetta San Marco 13/a) - nell’ambito della campagna nazionale di promozione della lettura “Il Maggio dei libri” - sarà presentato il romanzo di Arrigo Cipriani, Non vorrei far male a nessuno, Milano, Feltrinelli, 2011.

Introduzione di Maurizio Messina (vicedirettore della Biblioteca Nazionale Marciana),
intervento di Marino Folin.
Sarà presente l’autore.

Arrigo Cipriani, Non vorrei far male a nessuno, Milano, Feltrinelli, 2011

PG - il protagonista - non ha mai pensato che la vita fosse una cosa seria e forse è per questo che ha sempre preferito il sorriso all'autocommiserazione.
E adesso, con l’andare degli anni, ragiona su quella forza quasi sovrannaturale capace di mettere in moto l'universo intero: la donna.

E la donna si chiama Marie - giovane, lunghi capelli neri che incorniciano un volto da bambola, due tizzoni ardenti al posto delle pupille, la camminata aristocratica, seducente. Marie è volubile, colleziona amanti e capi firmati, per poi stufarsene il giorno dopo. Vive sempre in luoghi diversi (Argentina, NewYork,Venezia) e sempre trova qualcuno pronto a corteggiarla e a mantenerla.

E come tanti uomini prima di lui, PG se ne innamora. Perdutamente. Inevitabilmente. Senza via di scampo. Comincia una lunga storia d'amore dove i ruoli dell'amante e dell'amata si alternano e si confondono, in un crescendo di patti, promesse, prove d'amore, silenzi, separazioni e focosi riavvicinamenti.

PG insegue Marie, e Marie si fa inseguire, fino a quando le bugie e le verità diventano sfumature. Arrigo Cipriani "sfrutta" il modello della storia d'amore per giocare sui sentimenti e divagare leggermente sulle "cose della vita".

Arrigo Ciprianinasce a Verona nel 1932.
Da oltre cinquant’anni dirige il celeberrimo Harry’s Bar. Ha pubblicato: Eloisa e il Bellini (Longanesi 1986), Il mio Harry’s Bar (Sperling & Kupfer 1991), Anch’io ti amo (Baldini Castoldi Dalai 1996), La leggenda dell’Harry’s Bar (Sperling & Kupfer 1997).
Di sé dice di essere l’unico uomo al mondo che ha avuto il nome da un bar.