False date

Giovedì, 15 Ottobre 2009

Continua la proposta della Biblioteca Marciana nell’ambito della manifestazione nazionale “Ottobre piovono libri 2009”.

Giovedì 15 ottobre, alle ore 17.00, Antisala della Libreria Sansoviniana (Venezia, Piazzetta San Marco 13/a) sarà presentato il volume: False date. Repertorio delle licenze di stampa veneziane con falso luogo di edizione (1740-1797), a cura di Patrizia Bravettie Orfea Granzotto, introduzione di Mario Infelise, Firenze, Firenze University Press, 2008.
Introduce Maria Letizia Sebastiani (direttore della Biblioteca Marciana).
Intervento di Federico Barbierato (docente di Storia Moderna all’Università degli Studi di Verona).

Una cospicua parte dei libri pubblicati nel corso del XVIII secolo uscì con falsi luoghi di stampa autorizzati dagli stessi uffici di censura. Il fenomeno, diffuso in tutta Europa, fu particolarmente appariscente a Venezia dove oltre 800 titoli, tra i più ricercati del tempo, vennero licenziati con tale espediente al fine di superare le strettoie delle norme formali sulla stampa.

Il volume pubblica i regesti della documentazione veneziana a riguardo corredati da note e indici che consentono di definire un quadro pressoché completo di questo aspetto del sistema censorio di antico regime. Nello specifico si tratta delle autorizzazioni alla stampa con “falsa data” (vale a dire falsa indicazione topica, e talvolta anche cronologica) rilasciate dalla magistratura dei Riformatori dello Studio di Padova dal 1739 al 1795 conservate all’Archivio di Stato di Venezia.

La ricerca che ha generato il volume è stata realizzata nell’ambito del progetto PRIN 2005 Libri per tutti. La produzione editoriale di larga diffusione in Italia tra età moderna e contemporanea, finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica, e si è avvalsa della collaborazione della Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia.

Il volume è dedicato al ricordo di Stefania Rossi Minutelli, bibliotecaria marciana di straordinaria umanità e competenza bibliografica, che è all’origine dell’idea di questo lavoro.

“[...] L’uso di apporre falsi luoghi di edizione sui libri risale alle origini stesse dei sistemi di controllo. Tanto che già i primi indici, come quello di Parigi del 1544, proibivano i libri pubblicati con nomi falsificati e con alterazioni dei luoghi di stampa.
Gli indici romani ripresero i divieti tentando, in buona parte con successo, di imporre una sorta di registrazione delle procedure seguite per arrivare alla pubblicazione del libro.

È ovvio che il ricorso a qualche forma di falsificazione costituisce la logica conseguenza di un sistema improntato su stringenti divieti e forti controlli.
Ogni proibizione porta con sé il tentativo di eluderla, sicché il ricorso ad indicazioni falsificate può apparire il classico e scontato espediente usato per stampare dedizioni all’indice o che non avrebbero mai ricevuto l’approvazione delle autorità, civili o religiose preposte alla vigilanza.

Tuttavia spesso furono i medesimi uffici di censura a trovarsi per i motivi più diversi nelle condizioni di dover forzare le norme che si erano date o su cui dovevano vigilare.
Alla base dell’idea stessa di censura di antico regime vi era infatti il principio che le istituzioni preposte al controllo e al rilascio delle autorizzazioni non si limitavano a rilevare la mancanza di ragioni per impedire la circolazione di un testo, ma fornivano anche una sorta di palese approvazione. In altre parole le autorità assumevano di fronte al pubblico una corresponsabilità con l’autore sui contenuti che autorizzavano.

La questione aveva quindi una rilevanza politica non marginale, soprattutto perché non era raro che si determinassero situazioni parecchio imbarazzanti. [...]”

Dall’introduzione di Mario Infelise al volume: Falsificazioni di stato (pagg. 7-8 )

  • Patrizia Bravetti - Laureata in Storia all'Università di Ca' Foscari, lavora alla Biblioteca Marciana nell'ambito dei servizi di catalogazione dal 1980. Si è diplomata alla Scuola speciale per archivisti e bibliotecari di Roma nel 2002 con una tesi sui cataloghi marciani nella seconda metà dell'Ottocento.
  • Orfea Granzotto - Laureata in Conservazione dei Beni Archivistici e Librari all'Università di Udine, lavora alla Biblioteca Marciana di Venezia. Dopo essersi occupata di catalogazione del libro a stampa antico in SBN, presta ora servizio all'ufficio manoscritti.
  • Mario Infelise - Professore presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università Ca' Foscari. Tra i suoi libri si ricordano: L'editoria veneziana nel '700, Angeli, 1989; Libri proibiti. Da Gutenberg all'Encyclopédie, Laterza, 1999; Prima dei giornali. Alle origini della pubblica informazione, Laterza, 2002.

Per ulteriori informazioni:

Biblioteca Nazionale Marciana
Piazzetta San Marco 7 - 30124 Venezia
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