Saggistica

Più che l'amore : Eleonora Duse e Gabriele D'Annunzio

Venezia 1894. Trentasei anni lei, trentuno lui. Un incontro fortuito, quello tra Eleonora Duse e Gabriele d’Annunzio, che segna l’inizio di una storia lunga un decennio. Un breve tratto nell’arco di una vita, ma per entrambi capitale. Gabriele offrirà alla sua musa una serie di capolavori; Eleonora li metterà in scena. Nasce con questo giuramento il motto araldico della coppia: «More than love».
Lui, infatti, è perentorio: esige «più che l’amore».

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LEO B. 16834

Nessuno muore in sogno

Bolzano, primavera 1999. Una ragazza viene trovata senza vita, riversa a pancia in giù sul divano, in un anonimo monolocale immerso nel bosco. È nuda, i capelli le sono stati tagliati di netto, e sul corpo ha strane cicatrici. Secondo il medico legale, è morta per soffocamento. Pochi giorni prima, una stimata dentista del posto era stata uccisa con le stesse modalità: il capoluogo altoatesino è forse minacciato da un serial killer?

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LEO B. 16829

Aldo Manuzio : la costruzione del mito

Il volume raccoglie gli atti in italiano e inglese del convegno tenuto a Venezia il 26-28 febbraio 2015 per celebrare il quinto centenario della morte di Aldo Manuzio, il grande editore umanista attivo a Venezia tra il 1494 e il 1515. Gli interventi offrono una panoramica degli studi più recenti su Manuzio, affrontando i diversi aspetti della sua opera: la biografia, l’attività editoriale e tipografica, le edizioni greche, la complessa e affascinante eredità lasciata ai posteri. Com’è noto le intuizioni aldine hanno condizionato sino al xx secolo il libro come strumento culturale.

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LEO C. 16383

Lo sguardo sul cibo : natura e artificio nel rapporto tra arti e alimentazione

La relazione tra arte e alimentazione si svolge attraverso la storia della raffigurazione alimentare, ma non solo. Al di là del rapporto con la realtà naturale, il soggetto cibo è sempre catalizzatore di istanze stilistiche di natura formale, di simbologie (religiose ma non solo), ma anche segnale di evidenze culturali, economiche e sociali, di volta in volta storicamente definite. Lo sguardo del fruitore contemporaneo, e poi dello storico, si disegna e si flette secondo questi, complicati e diversi, orizzonti di attesa.

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LEO C. 16378

Pietro Fragiacomo

Più di 400 pagine con tantissime tavole a colori per raccontare uno dei notevoli interpreti del paesaggio veneto tra l'ultimo quarto dell'800 e il primo del '900: Pietro Fragiacomo, triestino di nascita ma vissuto a Treviso e a Venezia, dove aveva frequentato l'Accademia di Belle Arti e dov'era morto nel 1922 a sessantasei anni. Un poeta del vedutismo veneto di fine Ottocento, ma non solo, al quale aveva saputo imprimere una svolta grazie anche al frequente medium dello scatto fotografico, che attualizzava le intuizioni ottiche e la prassi del Guardi e del Canaletto.

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LEO C 16360

Tutte mediterranee : storie di donne e di culture

I recenti avvenimenti che hanno interessato l’area del Mediterraneo hanno riportato alla ribalta non solo i problemi politici e economici dei paesi mediterranei, ma anche quelli relativi alle questioni di genere. Nonostante gli innumerevoli tentativi di repressione, recenti e meno recenti, il contributo della componente femminile continua a essere fondamentale. Le donne sono da sempre protagoniste, spesso silenziose, dello sviluppo storico, morale e culturale delle società.

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LEO B. 16803

Mit Leib und Seele: Münchner Rokoko von Asam bis Günther

Einmalig und einzigartig war diese Zusammenstellung bedeutender Werke des Münchner Rokoko: Nie zuvor wurde ein so umfassender Überblick über diese elegant-exaltierte Kunstepoche geboten. Münchner Künstler des 18. Jahrhunderts schufen raffinierteste Kunstwerke für Hof und Kirche, die auch international ihresgleichen suchen. Sie prägen bis heute das kulturelle Erbe der ganzen Region. Viele fragile Skulpturen haben zum ersten Mal seit 250 Jahren ihren angestammten Platz verlassen.

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LEO D. 5573

Quando cultura e politica salvarono Venezia : Giacomo Boni e il destino di Venezia tra Otto e Novecento

Legato alla sensibilità e alla cultura della conservazione di cui John Ruskin fu uno dei massimi esponenti, Giacomo Boni intervenne attivamente nel vivace dibattito che tra Otto e Novecento oppose quanti volevano operare rivoluzionarie trasformazioni al tessuto urbanistico veneziano, compresa la costruzione di più ponti per congiungere la città storica alla terraferma, per renderla il più possibile «una città come le altre», a quanti ? come Pompeo Molmenti e Camillo Boito ? volevano invece conservarne la specificità urbanistica e il carattere di insularità.

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LEO B. 16797

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