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The Byzantine Turks 1204-1461

In The Byzantine Turks, 1204–1461 Rustam Shukurov offers an account of the Turkic minority in Late Byzantium including the Nicaean, Palaiologan, and Grand Komnenian empires. The demography of the Byzantine Turks and the legal and cultural aspects of their entrance into Greek society are discussed in detail. Greek and Turkish bilingualism of Byzantine Turks and Tourkophonia among Greeks were distinctive features of Byzantine society of the time.

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LEO C. 16477

The Ottoman conquest of the Balkans : interpretations and research debates

The Ottoman conquest of the Balkans constitutes a major change in European history. Scholarship on the topic is extensive, yet the evidence produced by decades of research is very scattered and lacking comprehensive synthesis, not to mention consensual interpretation. Although major political and military milestones seem to have been investigated thoroughly, there is a notable absence of more theoretical and interpretative approaches that overarch the entire phenomenon rather than merely individual aspects.

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LEO C. 16478

L'alloro e la porpora : vita di Pietro Bembo

Pietro Bembo fu un attore e un testimone privilegiato del Rinascimento italiano. Scrittore celebrato dai contemporanei, antiquario, uomo di gusto squisito, amante della bellezza (anche femminile) ottenne la duplice consacrazione dell’alloro poetico e della porpora cardinalizia. Nato a Venezia, risiedette presso le maggiori corti italiane, dalla Firenze di Lorenzo il Magnifico a Ferrara, Urbino e Roma. Fu intimo dei Medici e dei Borgia, segretario di papa Leone X e, forse, amante di Lucrezia Borgia, con la quale scambiò lettere d’amore.

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LEO B. 16927

Fortezze e baluardi veneziani

Fin dai secoli del Medioevo la Repubblica di Venezia condusse un'intensa e capillare opera di fortificazione a difesa della sua supremazia politica ed economica. In queste pagine si tratteggia una storia disomogenea di architettura militare de tera e de mar, di protezione di città costiere e di terra ferma, di porti e di scali nel Golfo di Venezia e nei mari d'Oriente. La Serenissima ha fatto delle sue fortezze non solo possenti strumenti difensivi ma anche opere del bello perchè "avessero a servire non solo a sicurtà e a comodo ma insieme a un certo ornamento"

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CONS. VEN. 461 A. 2

Spezie, vino, pane della Serenissima

Venezia per lungo tempo è stata l'emporio europeo di tutte le spezie. Come scrive Giampiero Rorato ne "Spezie, vino e pane nella Serenissima", la spezia più acquistata dal veneziani fin dall'inizio fu il pepe. "Nei primi secoli dopo il Mille i mercanti della Serenissima lo acquistavano in grande quantità nel porto di Alessandria d'Egitto ed anche a Costantinopoli. Anche lo zucchero (un tempo considerato spezia) fu molto importante per la Serenissima".

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LEO C. 16450

Venezia

"'Una corona di città fiorenti, simili a ninfee sospese su uno stelo flessibile e altrettanto effimere, cingeva una volta le isole del Rialto, sulle quali doveva nascere la loro figlia ed erede più felice, Venezia'. A trent'anni, quando parla di Venezia, Julius von Schlosser ha l'occhio incantato e preciso di Monet, che nello stesso decennio inizia a dipingere le Nymphéas.

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LEO B. 16914

Venezia vive : dal presente al futuro e viceversa

Si può narrare Venezia attraverso le voci degli antichi, dei romantici, ma anche dei nostri contemporanei che continuano a ripeterci la malinconica e inesorabile decadenza di una città popolata da spettri e ingoiata da orde di turisti mordi e fuggi. Ma lo si può fare anche in modo diverso, a partire da uno sguardo su quella folla che ogni giorno vi si riversa per lavorare e costruire su percorsi inediti un nuovo presente, fatto di arte e sapere.

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LEO B. 16915

Il traditore di Venezia : vita di Marino Falier doge

Marino Falier è una delle figure più controverse nella storia dei dogi di Venezia. Nato verso il 1285 da una importante famiglia di antichissima origine, che annoverava già due dogi, percorse una lunga e brillante carriera al servizio della repubblica che lo portò a ricoprire in modo quasi incessante numerose e prestigiose cariche. Nel 1354, ormai settantenne, venne scelto come doge con un ampio consenso del corpo elettorale.

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LEO B. 16918

La bellezza nei libri. Cultura e devozione nei manoscritti miniati della Biblioteca Universitaria di Padova

Promossa dal Comune di Padova e organizzata con il supporto della Biblioteca Universitaria di Padova, la mostra presenta manoscritti realizzati tra XII e XVI secolo, scritti e miniati in Italia e in Europa. L’eterogeneità delle provenienze si spiega anche grazie ai frequenti spostamenti degli studenti universitari e dei frati, maestri delle Scuole teologiche, che portavano nelle loro peregrinazioni i libri, strumenti primari di predicazione, di studio, di insegnamento e di preghiera. Una feconda circolazione di saperi che fu anche circolazione di immagini dipinte.

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LEO C 16445

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