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Patrimonio librario

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Il fondo più prezioso è tuttora quello del Cardinale Bessarione; basti ricordare i due codici dell'Iliade più illustri, l'Homerus Venetus A (sec. X) e l'Homerus Venetus B (sec. XI), l'Anthologia Planudea (1299-1301), che conserva, assieme all'Anthologia Palatina di Heidelberg quasi o buona parte quel che rimane dell'epigrammistica greca, la Bibbia del secolo X o XI, il Salterio di Basilio II, del secolo X, col ritratto dell'Imperatore trionfante.

Pagina miniata
Caius Plinius Secundus,
Historia naturalis, 1481
Cod. Lat VI, 245(=2976); c. 3r

Si annovera anche il manoscritto con l'opera di Oppiano, ornato da vivaci scene di guerra, caccia e pesca (sec. XI in.), i codici contenenti opere di Esiodo, Eschilo, Aristofane, Ateneo, Fozio, gli autografi di Gemisto Pletone, gli scritti scientifici di Euclide, Erone, Aristotele.

Fra gli altri codici, celeberrimo il Breviario che fu del cardinale Domenico Grimani : 831 fogli di finissima pergamena, tutti squisitamente miniati da artisti fiamminghi nel primo Cinquecento.

Di grande importanza la Catena in-Job dell'anno 905, con miniature di gusto tardo-romano, il Salterio inglese del sec. XIII, la Chronologia magna di fra Paolino, La vendemmia (miniatura del Breviario Grimani, sec XVI) con la più antica pianta di Venezia (ca. 1340), il De remediis col ritratto del Petrarca preso forse dal vero (sec. XIV), il codice miniato della Commedia proveniente da San Giorgio Maggiore (sec. XIV oXVin.).

Pagina miniata
Homerus Venetus A, sec X
Cod. Gr. Z, 454(=822). c. 1v

Molto importanti anche il Plinio copiato nel 1481 per Pico della Mirandola, l'erbario che fu proprietà di Benedetto Rinio, opera del medico Nicolò Roccabonella e del pittore Andrea Amadio (sec. XV), il Filarete e il Marziano Capella miniati per Mattia Corvino (il secondo opera dell'Attavante), il poema di Alessandro miniato ad Adrianopoli nel sec. XV, raro esempio di opera ottomana, il Lezionario Grimani con miniature di Benedetto Bordon e Giulio Clovio, i Diarii autografi di Marin Sanudo in 58 volumi in quarto, fondamentali per la storia veneta dal 1496 al 1533.

Importanti anche le raccolte musicali, con vari autografi di Benedetto Marcello e altri autori veneziani.

La raccolta di carte geografiche comprende l'imponente mappamondo di fra Mauro, eseguito dal cartografo camaldolese a S. Michele in Isola attorno alla metà del sec. XV (dimensioni: asse maggiore mm. 1960, lato del quadrato circoscritto mm. 2232), l'Atlante di Andrea Bianco (1436),1'Atlante già appartenuto a Nicolò Corbizzi (tradizionalmente noto come Combitis; sec. XV in.), il sontuoso Tolomeo del Bessarione (sec. XV), la matrice lignea di un mappamondo cordiforme con scritte in arabo e ottomano (1559), con le silografie da essa tratte nel 1796. Importante è anche una prima edizione della Veduta di Venezia di Jacopo de Barbari (1500)

Fra le opere a stampa, le edizioni di Sweynheym e Pannartz donate dal Bessarione con le sue armi; il primo libro stampato a Venezia, le Epistolae ad familiares di Cicerone (Giovanni da Spira,1469), e le successive edizioni di Giovanni e Vindelino, fra cui "l'editio princeps" del Canzoniere e dei Trionfi (1470), Mappamondo di Fra Mauro, sec XV nonché molte delle altre edizioni veneziane del secolo XV, fra cui eccellenti quelle di Nicola Jenson, e del secolo XVI, molte delle quali rarissime.

Fra le numerose legature preziose, inestimabili quelle bizantine: una del sec. IX-X in., una del X, tre del XIV, di argento dorato, smalto, perle, pietre preziose, con immagini sacre di mirabile fattura.

La Biblioteca cura l'aggiornamento delle sue raccolte soprattutto nei campi della filologia classica e della storia veneta. Con i fondi posti a disposizione dal Ministero vengono anche effettuati acquisti d'antiquariato.
Si privilegiano in particolare i manoscritti relativi alla storia politica e culturale della Repubblica Veneta.

Fra i maggiori acquisti degli ultimi anni si segnalano: il Catastico e registro dei soci d'onore della Scuola Grande della Carità (sec. XV, con aggiornamenti sino al XVIII); il Libro di conti detto di Gasparo (sec. XVI); due globi di G. F. Costa (sec. XVIII); la rara compilazione araldica di Girolamo Priuli, Pretiosi frutti del Maggior Consiglio (sec. XVII). Sull'argomento vedi: Antichi e rari. Recenti acquisti in antiquariato per le biblioteche pubbliche statali , Gaeta 1991, p.116-127, 355-364.

Si sono inoltre acquisite due iniziali riccamente miniate, tolte ad un perduto Antifonario della Basilica di San Marco (sec. XVI), di notevole interesse per la storia culturale e artistica della città.

Decorazione miniata
Caelius Firmianus Lactantius, Opera, 1457
Cod. Lat II, 75(=2198); c. 1r (part.)

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Ultimo aggiornamento: 2009/08/20